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	<title>Commenti a: Street art come bene comune. Tutela, legalità e restauro</title>
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	<description>Associazione Nazionale per il Decoro Urbano</description>
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		<title>Di: Morena Cerretelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Morena Cerretelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2015 01:17:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ma siete dotati di boccia di cristallo magica o cosa? A vedere i davvero sgradevoli fatti accadutivi, riempiti con fiumi di parole, nefandezze e aggressività a sproposito, dopo il pasticcio del 16 maggio, esattamente cinque giorni dopo che avete postato sul sito queste considerazioni. Dal commento sembra che sappiate prima cose che accadono poi. 
Però non siete sfuggiti neppure voi, generosi e apprezzati cittadini volontari, all&#039;amaro destino dell&#039;Italia di cui parlate.
Per quel fatto legato a via Cesariano di parole, inzuppate nel caffellatte delle bugie come i savoiardi, mi pare che ne siano state sprecate parecchie. Non intristitevi più di tanto, avete un compito importantissimo. Visto la poca voglia di pulizia che gira a Milano e in Italia, e vista la tanta premura mostrata per un muretto già sporchissimo e lasciato al languire ricoperto dalla violenza di altri bombolettari, per anni in mezzo a un mare di schifezza, confesso che  non so proprio se c&#039;è da ridere o da piangere.   
Ma voi non vi fermate per favore, siete la speranza per tanti milanesi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma siete dotati di boccia di cristallo magica o cosa? A vedere i davvero sgradevoli fatti accadutivi, riempiti con fiumi di parole, nefandezze e aggressività a sproposito, dopo il pasticcio del 16 maggio, esattamente cinque giorni dopo che avete postato sul sito queste considerazioni. Dal commento sembra che sappiate prima cose che accadono poi.<br />
Però non siete sfuggiti neppure voi, generosi e apprezzati cittadini volontari, all&#8217;amaro destino dell&#8217;Italia di cui parlate.<br />
Per quel fatto legato a via Cesariano di parole, inzuppate nel caffellatte delle bugie come i savoiardi, mi pare che ne siano state sprecate parecchie. Non intristitevi più di tanto, avete un compito importantissimo. Visto la poca voglia di pulizia che gira a Milano e in Italia, e vista la tanta premura mostrata per un muretto già sporchissimo e lasciato al languire ricoperto dalla violenza di altri bombolettari, per anni in mezzo a un mare di schifezza, confesso che  non so proprio se c&#8217;è da ridere o da piangere.<br />
Ma voi non vi fermate per favore, siete la speranza per tanti milanesi.</p>
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		<title>Di: Enza P.C.</title>
		<link>http://www.associazioneantigraffiti.it/2015/04/07/street-art-come-bene-comune-tutela-legalita-e-restauro/#comment-17441</link>
		<dc:creator><![CDATA[Enza P.C.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 May 2015 04:02:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&quot;NAPOLI, BANKSY E LA MADONNA CON LA PISTOLA
L’unica testimonianza del passaggio di Banksy in Italia è a Napoli. In origine erano due opere, entrambe ispirate al rapporto tra sacro e profano, con quella cifra dissacrante che ha reso celebre l’artista senza volto di Bristol. Una rivisitazione in chiave consumistica dell’estasi di Santa Teresa, con annesse cibarie da fast food, era in via Benedetto Croce: un writer (dissennato) coprì completamente lo stencil con una grossa tag.&quot;

Ecco fatto ..dunque: se Banksy volesse per le sue opere l’eternità le realizzerebbe in spazi protetti. Non lo fa proprio per esprimere il concetto di arte effimera e trasgressiva. Punto.  Leggiamo e sentiamo tante opinioni che si contrappongono sull&#039;opportunità o meno di pulire dov&#039;è vandalizzato. Nell&#039;era dei &quot;mi piace o non mi piace&quot; prevale in molti l&#039;idea di avere con un clic il “potere di giudizio”. L&#039;abbiamo nel dna la voglia di imitare i nostri antenati romani quando nelle arene, mostrando alla folla il pollice ritto o verso, determinavano la vita o la morte dei primi cristiani e dei gladiatori. Molto cinematografico ma poco efficace per definire le regole del vivere civile. Bhe...il diritto romano era molto molto altro ed era chiarissimo su alcuni imprescindibili comportamenti “vivere onestamente, non danneggiare nessuno, dare a ciascuno il suo”. Può già bastare, vero?
Il resto, tutto il resto, sono solo opinioni. Bello o non bello, quando è illegale deturpa e lede un diritto di altri  e non può essere imposto da chi si mette a rimirarne le fattezze, per poi arrogarsi un diritto di scelta che la legge non gli permette. E’ tempo perso e in Italia di tempo se n’è perso anche troppo in mollezze e scambi di opinioni fino allo sfinimento. Solo i cittadini stanchi di luoghi oltraggiati hanno capito fino a che punto questo andazzo in Italia sta facendo abbattere drammaticamente il gradimento del turismo straniero. Degrado e trascuratezza portano decadenza e delinquenza. E ci sono paesi emergenti e belli dove la sensazione di pericolo è meno incisiva perché sono ordinati e puliti. Noi non lo siamo più. Pulire, senza chiacchierarci su fino allo sfinimento, equivale a lanciare un salvagente a uno che sta annegando. Scegliere di non lanciargli il salvagente mentre a gran voce si teorizzano le regole e i pregi del buon nuoto a stile libero, mentre lui sta bevendo acqua a morte, alla fine lo farà solo affogare.
L’Italia non può affogare dentro un mare di parole, preda di artistoidi vandali e critici d’arte improvvisati.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;NAPOLI, BANKSY E LA MADONNA CON LA PISTOLA<br />
L’unica testimonianza del passaggio di Banksy in Italia è a Napoli. In origine erano due opere, entrambe ispirate al rapporto tra sacro e profano, con quella cifra dissacrante che ha reso celebre l’artista senza volto di Bristol. Una rivisitazione in chiave consumistica dell’estasi di Santa Teresa, con annesse cibarie da fast food, era in via Benedetto Croce: un writer (dissennato) coprì completamente lo stencil con una grossa tag.&#8221;</p>
<p>Ecco fatto ..dunque: se Banksy volesse per le sue opere l’eternità le realizzerebbe in spazi protetti. Non lo fa proprio per esprimere il concetto di arte effimera e trasgressiva. Punto.  Leggiamo e sentiamo tante opinioni che si contrappongono sull&#8217;opportunità o meno di pulire dov&#8217;è vandalizzato. Nell&#8217;era dei &#8220;mi piace o non mi piace&#8221; prevale in molti l&#8217;idea di avere con un clic il “potere di giudizio”. L&#8217;abbiamo nel dna la voglia di imitare i nostri antenati romani quando nelle arene, mostrando alla folla il pollice ritto o verso, determinavano la vita o la morte dei primi cristiani e dei gladiatori. Molto cinematografico ma poco efficace per definire le regole del vivere civile. Bhe&#8230;il diritto romano era molto molto altro ed era chiarissimo su alcuni imprescindibili comportamenti “vivere onestamente, non danneggiare nessuno, dare a ciascuno il suo”. Può già bastare, vero?<br />
Il resto, tutto il resto, sono solo opinioni. Bello o non bello, quando è illegale deturpa e lede un diritto di altri  e non può essere imposto da chi si mette a rimirarne le fattezze, per poi arrogarsi un diritto di scelta che la legge non gli permette. E’ tempo perso e in Italia di tempo se n’è perso anche troppo in mollezze e scambi di opinioni fino allo sfinimento. Solo i cittadini stanchi di luoghi oltraggiati hanno capito fino a che punto questo andazzo in Italia sta facendo abbattere drammaticamente il gradimento del turismo straniero. Degrado e trascuratezza portano decadenza e delinquenza. E ci sono paesi emergenti e belli dove la sensazione di pericolo è meno incisiva perché sono ordinati e puliti. Noi non lo siamo più. Pulire, senza chiacchierarci su fino allo sfinimento, equivale a lanciare un salvagente a uno che sta annegando. Scegliere di non lanciargli il salvagente mentre a gran voce si teorizzano le regole e i pregi del buon nuoto a stile libero, mentre lui sta bevendo acqua a morte, alla fine lo farà solo affogare.<br />
L’Italia non può affogare dentro un mare di parole, preda di artistoidi vandali e critici d’arte improvvisati.</p>
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