Sbatte i teppisti su Facebook “Mi auguro vengano riconosciuti”

Beinasco

«Questo imbecille si è divertito a danneggiare parti della mia proprietà. Questi tre invece hanno imbrattato i muri. Se li riconoscete avvisate me o le forze dell’ordine».

Il messaggio è di Cristiano Avanzi, capogruppo di Vivi Beinasco in Consiglio comunale e candidato sindaco del centrodestra alle ultime amministrative. Dopo due raid vandalici in 48 ore ai danni del negozio della sua famiglia e in altre zone di frazione Fornaci, ha deciso di pubblicare su Facebook le immagini che ritraggono i presunti responsabili. A prima vista si tratta di ragazzini e i carabinieri di Beinasco, che hanno avviato un’indagine, hanno già alcuni sospetti.

«Al di là del danno economico, che è comunque rilevante, io spero che queste persone, maggiorenni o minorenni che siano, subiscano una punizione esemplare», spiega Avanzi. Che aggiunge: «La nostra frazione ha già tanti problemi, dall’aria irrespirabile al traffico continuo, ci mancano solo le bande di teppisti annoiati».

Il primo episodio risale alla notte tra giovedì e venerdì. Poco dopo le 3 le telecamere a infrarossi della creperie Zelmira di strada Torino ritraggono tre giovani writer con il cappuccio della giacca calato sulla testa. Secondo Avanzi sono gli stessi che hanno «dipinto» con vernice spray le saracinesche dei negozi e le pareti di diversi palazzine a Fornaci. Due sere dopo, alle 2, gli occhi elettronici immortalano un ragazzino con una bottiglia in mano che si accanisce contro un totem pubblicitario e poi distrugge la sagoma di un «nutellone gigante» in polistirolo.

«Possono sembrare bravate, ma non è così – continua il leader del centrodestra – Per rifare la facciata abbiamo appena speso ottomila euro. E quel totem mi era costato 800 euro. In ogni caso è il gesto che non può essere tollerato. Quel ragazzo è passato una prima volta quando il negozio era ancora aperto e poi è tornato più tardi a finire il lavoro».

In un fotogramma il giovane teppista, che pensava di non essere più inquadrato, si toglie il cappuccio e il suo volto sembra facilmente riconoscibile: «Mi auguro che i carabinieri possano identificarli tutti e mi aspetto un contributo decisivo dalle uniche telecamere installate da questa amministrazione proprio nella piazza della borgata. Sono stati spesi soldi della comunità e spero che servano finalmente a qualcosa».

Articolo de La Stampa di Massimo Massenzio del 17 Novembre 2015

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