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	<title>Associazione Antigraffiti &#187; Cattive notizie</title>
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	<description>Associazione Nazionale per il Decoro Urbano</description>
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		<title>PIAGA INCONTROLLATA Il decoro violentato ogni giorno</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[PISA MURI, PALI dell&#8217;illuminazione, cestini dei rifiuti, cassonetti dell&#8217;immondizia ed ex cabine telefoniche: tutti vanno bene, nessuno escluso. Imbrattarli e usarli come supporti per messaggi o manifesti non è mai stato così facile. Una moda per qualcuno, un segnale di ribellione per qualcun&#8217;altro. Benvenuti nella città delle libertà. Libertà di espressione, libertà di parola e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">PISA</p>
<p style="text-align: justify;">MURI, PALI dell&#8217;illuminazione, cestini dei rifiuti, cassonetti dell&#8217;immondizia ed ex cabine telefoniche: tutti vanno bene, nessuno escluso. Imbrattarli e usarli come supporti per messaggi o manifesti non è mai stato così facile. Una moda per qualcuno, un segnale di ribellione per qualcun&#8217;altro. Benvenuti nella città delle libertà. Libertà di espressione, libertà di parola e libertà di deturpare il decoro urbano che, giorno dopo giorno, si smarrisce nella nostalgia dei tempi che furono. Ieri mattina i cronisti de La Nazione hanno setacciato tutte le strade del centro storico per documentare la sporcizia e il degrado che, a poco a poco, stanno facendo il paio con i manifesti e le affissioni abusive che hanno prestato il fianco ad un&#8217;impunità generale e diffusa. Uno scempio per i residenti che, in tempi non ancora sospetti, avevano scelto di abitare in quello che, sulla carta, era considerato un salotto cittadino. Piazza delle Vettovaglie e le vie limitrofe hanno, da tempo, subito l&#8217;invasione di un degrado galoppante e inarrestabile. Murales variopinti e manifesti hanno, col passare dei giorni, avuto la meglio anche in vicolo del Moro e in via Facchini. Le stradine vicine a Piazza della Pera nonché via degli Orafi sferrano un cazzotto in pieno stomaco alle tante persone che gravitano, quotidianamente, intorno alla città. Manifesti abusivi affissi sui muri e tanfo di orina che distrugge le narici: questo il biglietto da visita giornaliero per le centinaia di turisti e le famiglie degli studenti fuori sede che, da anni, scelgono Pisa per la qualità delle cure e per la rinomata reputazione dei suoi tre atenei.</p>
<p style="text-align: justify;">LE SARACINESCHE dell&#8217;ex cinema Ariston sono diventate ricettacolo di rifiuti: bottiglie di vetro, mozziconi di sigarette, alcolici abbandonati e fazzolettini di carta sporchi strizzano l&#8217;occhio ad un pot-pourri di manifesti affissi con la colla sulla facciata della struttura. Graffiti, affissioni abusive e scritte megalomani sui muri, accompagnati da un&#8217;inciviltà impunita e diffusa, hanno avuto la meglio anche in via la Nunziatina, via Facchini e via del Carmine. Per non parlare di Largo Ciro Menotti dove, oltre ai tanti messaggi, campeggiano da mesi centinaia di bottiglie di birra. Ma chi paga per il decoro urbano e la bellezza rubata ai residenti? «Iniziamo a far qualcosa di concreto &#8211; suggerisce un anziano ai cronisti -. Io avrei pensato ad un rimedio per migliorare il decoro della città e contemporaneamente rimpinguare le cassa comunali: da tempo cabine, cassonetti, colonne e facciate di palazzi sono oggetto di affissioni abusive da parte di persone più varie e, molto spesso, ad ogni volantino è accompagnato il numero di telefono. Ad ogni numero corrisponde un trasgressore: iniziamo a colpirli e, vedrete, che col tempo le persone smetteranno di trattare la città come cosa di nessuno». Spettacoli, badanti, annunci per affitti, offerta di sgombero e trasloco: sono tante e diverse le pubblicità, nonché i servizi, offerti abusivamente sulle pareti di facciate e muri pubblici. «Oltre alle multe un buon deterrente sarebbe &#8211; conclude una signora &#8211; far pagare le spese di rimozione agli incivili che appestano la città a loro piacimento». Le fa eco la vicina di casa: «Decoro urbano? Quando mai! Sono una miriade e ovunque i manifesti abusivi attaccati con la colla su cassonetti, pali della luce e contatori elettrici e io non ho mai visto sanzionare nessuno»</p>
<p style="text-align: center;">Di FRANCESCA FRANCESCHI</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 14 FEBBRAIO 2017, IL GIORNO</p>
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		<title>LO SCEMPIO SUI MURI</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:12:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PISA AFFISSIONI abusive, graffiti, murales variopinti e spray. Benvenuti nella città del messaggio selvaggio dove piazze, facciate, muri, pali dell&#8217;illuminazione ed ex cabine telefoniche ospitano le pessime abitudini di gruppi pseudo-politici e vandali dichiarati. Alla stregua di bacheche pubbliche. Colla e volantini. E il gioco è fatto. Annunci, messaggi personali, spettacoli, concerti e avvisi imbrattano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">PISA</p>
<p style="text-align: justify;">AFFISSIONI abusive, graffiti, murales variopinti e spray. Benvenuti nella città del messaggio selvaggio dove piazze, facciate, muri, pali dell&#8217;illuminazione ed ex cabine telefoniche ospitano le pessime abitudini di gruppi pseudo-politici e vandali dichiarati. Alla stregua di bacheche pubbliche. Colla e volantini. E il gioco è fatto. Annunci, messaggi personali, spettacoli, concerti e avvisi imbrattano e calpestano il decoro urbano in tasca alla normativa. Un&#8217;abitudine che, giorno dopo giorno, si sta estendendo a macchia d&#8217;olio e che diventa sempre più difficile da contrastare. Ma se da un lato è arduo identificare le sigle e risalire ai responsabili, dall&#8217;altro non è scontato che sanzione sia sinonimo di riscossione. Specie se, come confermano i numeri, a ogni verbale elevato dagli agenti della Municipale corrisponde, tendenzialmente, un&#8217;impugnazione di fronte al giudice di pace. La squadra speciale anti-degrado creata dalla giunta, all&#8217;interno della polizia municipale, stacca ogni giorno numerose multe per le affissioni abusive sulla base delle firme di gruppi e associazioni che compaiono in fondo ai volantini-pirata.</p>
<p style="text-align: justify;">MA LE SANZIONI restano carta spesso straccia perché, puntualmente, i trasgressori fanno ricorso al giudice di pace. Motivo? Secondo la normativa in vigore fino a qualche giorno fa, deve essere sanzionato chi materialmente incolla il manifesto ai muri o alla facciate storiche e non tanto chi commissiona gli annunci. In buona sostanza, per colpire con certezza i trasgressori bisognerebbe che questi fossero colti proprio nel momento esatto in cui affiggono i manifesti o le pubblicità alle facciate storiche o ai monumenti cittadini. Esito finale? L&#8217;ufficio del giudice di pace, a oggi, ha una ventina di udienze fissate in materia e relative alle affissioni selvagge degli anni più recenti e nelle prossime settimane dovrà decidere se accogliere o respingere i ricorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">DECINE e decine di multe ma, nella pratica, nessuno paga. E portici e monumenti restano imbrattati. Colpa della malamovida, del lassismo o, più semplicemente, di un degrado galoppante che ha prestato il fianco ad abitudini poco edificanti. Via del Moro, via La Nunziatina, le stradine adiacenti Piazza della Pera nonché via Franceschi e le altre vie del centro storico, soprattutto quelle vicine alle sedi universitarie, sono state prese di mira dai soliti imbrattatori. per non parlare del salotto buono di Largo Ciro Menotti, il cui colonnato è stato ripulito più volte dal Comune, ma che versa nuovamente in pessime condizioni con l&#8217;aggiunta, ogni mattina, di sporcizia, orina e vetri sparsi.</p>
<p style="text-align: justify;">MA QUALCOSA è cambiato. E ora non ci sono più scuse. Con il recente decreto sul decoro approvato dal governo può scattare il Daspo urbano e, soprattutto, scattano per i sindaci maggiori poteri contro chi deturpa e sporca il centro storico. Inasprite anche le sanzioni: dodici mesi per chi sfregia le zone di pregio artistico, allontanamento fino a 48 ore (e nei casi più gravi fino a uno o cinque anni) per chi lede il decoro e sanzioni amministrative da 300 a 900 euro. Questi, in sintesi, i maggiori poteri attributi ai primi cittadini e sanciti dal decreto legge del Governo che fissa una sorta di patto tra Stato e autonomie locali. La normativa affida anche al giudice la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi deturpati nonché il risarcimento per aver sporcato o imbrattato beni immobili pubblici o privati. La legge ora c&#8217;è, basta applicarla.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 1.17em;">I RESIDENTI</span></p>
<h2 style="text-align: center;">Ok il decreto: «Ora però si deve punire chi imbratta »</h2>
<p style="text-align: justify;">«TERRA di nessuno, tutti fanno quello che vogliono e si crogiolano in un degrado che ristagna e deturpa la città». Lo dicono in coro, ai cronisti de La Nazione, i residenti del centro storico stanchi di vedere le loro strade in preda ad una situazione di non ritorno. Proprio quelle strade che avevano scelto per vivere perché considerate, sulla carta, un salotto cittadino. Un salotto che, in breve tempo, è stato ridotto a ricettacolo di sporcizia, cattivi odori e murales «ingombranti».</p>
<p style="text-align: justify;">«VIA degli Orafi, la Mattonaia, ma anche i vicoli e le stradine di via San Martino sono indecenti &#8211; afferma Salvatore Marsale che ormai non vive più a Pisa -. Devo essere sincero e voglio portare l&#8217;esempio di Lucca. Di sicuro non ha un&#8217;affluenza di turisti né tanti studenti fuori sede coma Pisa, ma per le strade si notano pulizia e decoro». Graffiti, manifesti selvaggi e abusivi, mega-scritte su tutte le facciate e i muri della città tornano al centro delle polemiche e i residenti alzano la voce.</p>
<p style="text-align: justify;">«DASPO urbano? &#8211; commenta Nicole Carrubba &#8211; Speriamo. E che diventi risolutivo. Non possiamo più assistere a spregi, scritte orrende, talvolta becere e maleducate, e tanfo di orina che invade le narici. Occorrono controlli puntuali ma, soprattutto, multe salate senza escamotage. Chi viene colto nell&#8217;atto di affiggere cartelli o avvisi pubblicitari in luoghi pubblici deve pagare e, soprattutto, pulire tutto. La città è di tutti e abbiamo il diritto di vivere in un ambiente sano, igienico e pulito». Le fa eco Luigi Luisotti: «Tra abusivi, assedio dei finti parcheggiatori, venditori ambulanti e degrado non ne possiamo più. Speriamo che questo decreto porti una ventata di novità e, soprattutto, di certezza della pena».</p>
<p style="text-align: justify;">Graziano Morelli Il decoro cittadino si è smarrito: occorrono maggiori e tempestivi controlli nonché sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gina Scarda Troppe libertà e poca rigidità: abbiamo perso pulizia, decoro urbano e sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mauro Bellotti Graffiti, writers, volantini abusivi e sporcizia: impossibile trovare un muro libero o pulito. Normale?</p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore Marsala Servono controlli, sanzioni salate e un messaggio chiaro ed univoco: chi sporca pulisce la città.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">FRANCESCA FRANCESCHINI</p>
<p style="text-align: center;">Articolo del 15 Febbraio 2017, QN La Nazione</p>
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		<title>Giovani vandali devastano la stazione</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2017 14:29:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Danni ingenti, ma vigilanza e controlli stanno funzionando Nei bagni con gli estintori Già individuati: minorenni &#160; PERGINE Un ennesimo episodio di vandalismo alla stazione ed il centro intermodale di Pergine, una bravata che rovina un luogo pubblico, mettendo a rischio sicurezza e incolumità di tanti frequentatori (spesso anziani o minorenni). Nel primo pomeriggio di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Danni ingenti, ma vigilanza e controlli stanno funzionando Nei bagni con gli estintori Già individuati: minorenni</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">PERGINE</p>
<p style="text-align: justify;">Un ennesimo episodio di vandalismo alla stazione ed il centro intermodale di Pergine, una bravata che rovina un luogo pubblico, mettendo a rischio sicurezza e incolumità di tanti frequentatori (spesso anziani o minorenni). Nel primo pomeriggio di giovedì un gruppo di ragazzi ha infatti imbrattato il bagno ed il vano antibagno della stazione, spargendo ovunque il contenuto di un estintore che si trovava nel locale. Nonostante servisse per l&#8217;apertura della porta d&#8217;accesso il tesserino di viaggio rilasciato da Trentino Trasporti (badge con microchip), i giovani vandali sono riusciti ad entrare in bagno cospargendolo di polvere antincendio. Un «raid» che è durato pochi minuti, ma che ha causato danni e disagi ai successivi utenti, richiedendo il pronto intervento di vigili urbani e forze dell&#8217;ordine. «Sono in corso le indagini per capire gli autori ed i particolari dell&#8217;episodio &#8211; spiega AndreaTabarelli comandante del corpo di polizia locale Alta Valsugana grazie all&#8217;uso delle telecamere di videosorveglianza contiamo di risalire presto ai responsabili. Un gesto di pochi ed isolato, ma che va a danno della sicurezzae fruibilità di un luogo molto frequentato, basta infatti la condotta irresponsabile di pochi soggetti per creare allarmismo e disagio nell&#8217;intera collettività». Un episodio non nuovo per il centro intermodale di Pergine, in passato al centro di risse, danneggiamenti e ripetute scritte e graffiti, che ha sollecitato numerose reazioni e giudizi di biasimo anche sui social-network. «La situazione rispetto a qualche tempo fa è migliorata &#8211; spiega il titolare dell&#8217;edicola della stazione Valter Brunelli &#8211; la presenza dei carabinieri e della polizia urbana è quotidiana e costante (soprattutto nel pomeriggio). La stazione è stata visitata recentemente dai responsabili di Trentino Trasporti Esercizio, ma di certo diventa luogo di ritrovo per tanti ragazzi che finita la scuola passano qui diversi minuiti (soprattutto in inverno) prima di poter prendere il treno, o aspettando le coincidenze con gli autobus. Il controllo e la repressione delle forze dell&#8217;ordine non basta se alla base non c&#8217;è educazione e rispetto nei giovani responsabili dei fatti, spesso non sufficientemente seguiti dalle famiglie». Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Pergine Roberto Oss Emer che ricorda di aver inviato due lettere a Trentino Trasporti Esercizio richiedendo di potenziare, con personale proprio, la sorveglianza, restando in contatto quotidiano con il responsabile della manutenzione.</p>
<p style="text-align: center;">DANIELE FERRARI</p>
<p style="text-align: center;">4 FEBBRAIO 2017, L&#8217;ADIGE</p>
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		<title>Raid e imprese folli Corre sui social l&#8217;allarme vandali</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2017 12:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Comitati: assalti ai monumenti e blitz incendiari Centraline elettriche devastate, cartelli stradali divelti, lampioni oscurati. I comitati di residenti denunciano i giovani vandali della notte. Usando i loro stessi filmati pubblicati online. a pagina 2 C&#8217; è il ragazzino che si accanisce contro il segnale stradale. Spinge, tira, con tutto il peso del corpo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">I Comitati: assalti ai monumenti e blitz incendiari</h1>
<p style="text-align: justify;">Centraline elettriche devastate, cartelli stradali divelti, lampioni oscurati. I comitati di residenti denunciano i giovani vandali della notte. Usando i loro stessi filmati pubblicati online. a pagina 2 C&#8217; è il ragazzino che si accanisce contro il segnale stradale. Spinge, tira, con tutto il peso del corpo si aggrappa al palo, che alla fine cede e resta divelto a terra, dopo aver sollevato un pezzo d&#8217;asfalto. Ci sono i due amici che di notte fanno esplodere dei petardi sui treni in deposito e gli altri che in una stazione accendono torce e fumogeni. E ancora: comitive che s&#8217;arrampicano su palazzi e monumenti, pericolose esibizioni di fronte a un pubblico di coetanei. Vandalismo creativo con tratto comune: l&#8217;esibizionismo, la registrazione dei filmati da riversare in Rete. Di altri episodi, risalenti alle ultime settimane, le conseguenze sono state scoperte al mattino: nel giro di poche ore, devastate quattro centraline elettriche in viale Monza. Otto luci dei cancelli intorno a viale Abruzzi. Tredici fioriere abbattute in via Padova. Le vetrine di tre locali storici in Galleria distrutte in una notte dello scorso novembre. Riflette Fabiola Minoletti, vicepresidente del «Coordinamento comitati milanesi», da anni impegnata nel contrasto al degrado urbano: anche se nessuna istituzione raccoglie dati e statistiche, «il vandalismo sembra in netto aumento, continuiamo a raccogliere segnalazioni e lamentele da cittadini di tutti i quartieri, non solo dalle periferie». La polizia locale fa un continuo lavoro di monitoraggio e contrasto; contro il vandalismo il Comune ha cercato di lavorare con la prevenzione, l&#8217;installazione delle telecamere dovrebbe servire anche a scoraggiare quelle azioni, ma a volte vengono distrutti anche gli occhi elettronici, soprattutto quelli privati. Tutta la documentazione presentata in queste pagine è stata raccolta proprio dai Comitati e racconta frequenza, banalità e ricorrenza dei danneggiamenti. In Rete si trovano di continuo nuovi filmati della serie «vandali a Milano». «Il disagio giovanile ha molte facce. Bullismo, aggressioni contro beni pubblici e privati, conflittualità sociale espressa quasi sempre in gruppo», riflette Fabiola Minoletti. Un filone importante sta dentro la categoria «writing vandalico e derivati». Con un aspetto, a volte, di sfregio: come il graffitaro, ripreso dalle telecamere di sicurezza, che si mette a scrivere sul gabbiotto di una fermata dell&#8217;Atm nonostante all&#8217;interno ci sia un agente di stazione. I treni regionali vengono vandalizzati con costanza quotidiana. Sedili, finestrini, esplosione di petardi nei corridoi. Pubblico e privato: sembra far poca differenza. Alcune immagini ritraggono la distruzione di vetri e specchietti delle auto parcheggiate in strada. Le risate sono il sottofondo più consueto delle immagini. «Il fenomeno si potrebbe forse arginare attraverso il rafforzamento delle reti sul territorio», conclude Minoletti. Un profilo di rischio è legato alle azioni più spericolate. Come i ragazzini che entrano in un cantiere incustodito e, da un piano alto e senza parapetti, iniziano a scagliare in cortile sanitari e altro materiale. O il tizio che, di fronte agli amici, impenna con una bicicletta a pochi metri da un tram di passaggio. E ancora il filmato che risale all&#8217;ultimo Capodanno: una bottiglia di plastica poggiata a terra, con una miccia, che viene accesa e brucia per qualche secondo, fino a innescare un&#8217;esplosione di fiamme alte come il primo piano di una casa, in mezzo a un pubblico che osserva, si diverte e si scambia gli auguri.</p>
<p style="text-align: center;">Gianni Santucci &amp; Elisabetta Andreis</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 23 GENNAIO 2017, CORRIERE DELLA SERA</p>
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		<title>Graffiti sul Museo del Presente Giovane in manette, altri 3 nei guai</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2017 17:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Ventenne rendese arrestato per aver aggredito e ferito un carabiniere Tra i ragazzi denunciati a piede libero c &#8216; è anche un sedicenne RENDE Per qualcuno sono opere d &#8216; arte, forme espressive giovanili tipiche dei contesti urbani. Per altri, invece, si tratta soltanto di scarabocchi che deturpano i muri delle città. Resta tuttavia il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Ventenne rendese arrestato per aver aggredito e ferito un carabiniere</h1>
<h2 style="text-align: center;">Tra i ragazzi denunciati a piede libero c &#8216; è anche un sedicenne</h2>
<p style="text-align: justify;">RENDE Per qualcuno sono opere d &#8216; arte, forme espressive giovanili tipiche dei contesti urbani. Per altri, invece, si tratta soltanto di scarabocchi che deturpano i muri delle città. Resta tuttavia il fatto che disegnare graffiti, se non opportunamente autorizzati, è un reato punito dalla legge. Per questo motivo, nella notte tra venerdì e ieri, i carabinieri di Rende si sono avvicinati a un gruppetto di ragazzi avvistato davanti al Museo del Presente. I giovani intenti a spruzzare vernice sulla struttura comunale, alla vista dei militari in forza al Radiomobile, si sono immediatamente dati alla fuga. Ma gli esperti carabinieri ci hanno messo poco a bloccarli, anche se con qualche difficoltà. Uno dei ragazzi, nel tentativo di dileguarsi, ha infatti scagliato una bomboletta spray contro uno degli uomini che lo stava braccando. Non contento, una volta raggiunto, il writer s &#8216; è lanciato contro il militare dando il via a una breve colluttazione. Ormai però era troppo tardi e il giovane, insieme ai suoi amici, è stato accompagnato in caserma per tutti i necessari accertamenti. Il graffitaro più esagitato, un 20enne residente proprio a Rende che ha pure provocato lievi escoriazioni al torace del carabiniere, è stato formalmente arrestato con l &#8216; accusa di danneggiamento aggravato, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Al termine delle formalità di rito, il writer è stato rimesso in libertà in attesa dell &#8216; udienza di convalida del suo arresto. Gli altri tre ragazzi, due 23enni e un 16enne anche loro rendesi, sono stati invece denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Gli atti relativi al più giovane sono stati ovviamente inoltrati alla competente Procura dei minorenni di Catanzaro. Avrà dunque uno strascico giudiziario la nottata a rischio di questi quattro ragazzi. Giovani appassionati come tanti loro coetanei dello stile di vita hip hop, una forma di cultura nata negli Stati Uniti che proprio nell &#8216; area urbana cosentina ha le sue più solide radici calabresi. Una tendenza che tuttavia, in questo caso, li ha spinti oltre i limiti del codice penale.</p>
<p style="text-align: center;">Fabio Melia</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 22 GENNAIO 2017, GAZZETTA DEL SUD</p>
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		<title>Vandali: danneggiati 25 edifici</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Sep 2016 16:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Scritte sui muri della scuola media Vida, in via San Vincenzo CREMONA Monitoraggio del Comune. E gli alpini cancellano le scritte In maggio la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;Associazione La mappa viene sempre tenuta aggiornata Nostro servizio Vernice e punteruoli, nella notte tra sabato e domenica, &#8216;contro &#8216; auto di lusso parcheggiate in centro. Vandalismi. Ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;">Scritte sui muri della scuola media Vida, in via San Vincenzo</h1>
<p style="text-align: center;">CREMONA</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Monitoraggio del Comune. E gli alpini cancellano le scritte In maggio la firma dell&#8217;accordo con l&#8217;Associazione La mappa viene sempre tenuta aggiornata</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nostro servizio Vernice e punteruoli, nella notte tra sabato e domenica, &#8216;contro &#8216; auto di lusso parcheggiate in centro. Vandalismi. Ma non gli unici, purtroppo. I fatti che hanno riempito le cronache di queste ore sono destinati a far discutere, mentre per altri vandalismi si è fatta quasi l&#8217;abitudine. Le scritte sui muri, ad esempio, o ancora quando vengono presi mira giochi nei parchi pubblici o arredi urbani. Pur sempre inciviltà, che non conosce sosta e che ha un costo. Il Comune, dal canto suo, si vede &#8216;costretto &#8216; a tenere monitorata la situazione, in continuo aggiornamento. Lo fa con un sistema informatico. Difficile, però, quantificare il danno economico. L&#8217;amministrazione comunale ha infatti stretto un accordo con l&#8217;Associazione nazionale alpini (sezione di Cremona-Mantova), i cui volontari si rimboccano le maniche e cancellano le scritte. All&#8217;amministrazione pubblica il solo costo del materiale: la manodopera è, appunto, gratuita e garantita dagli alpini. I danni legati agli atti vandalici erano già stati monitorati la scorsa primavera. Non è cambiato molto. Diversi, allora, i sopralluoghi effettuati da tecnici degli uffici comunali, che avevano interessato 40 edifici del centro storico. Di questi 25 erano risultati danneggiati da graffiti. Le superfici erano di tipo diverso; nella maggior parte intonaco, pietra naturale, legno e metallo. Non era stata trascurata anche la periferia. Undici gli edifici rilevati e danneggiati da scritte. Era stata così messa a punto una mappa di quelli di proprietà comunale sui quali è stato possibile intervenire Le &#8216;penne nere&#8217; erano subito entrate in azione, pulendo i muri del complesso che ospita il Centro Culturale di Santa Maria della Pietà. L&#8217;eliminazione delle scritte era partita da vicolo delle Colonnette e proseguita poi in modo da ripulire i muri dell&#8217;intera struttura compresa tra via Aselli e piazza Giovanni XXIII. Diverso il discorso per i privati. Perché i vandali non fanno distinzione. Ai costi pubblici vanno quindi sommati anche questi. L&#8217;opera degli incivili , però, prosegue. Sembra di assistere a una guerra a distanza: da una parte chi imbratta, dall&#8217;altra chi pulisce. In aiuto di chi tiene al decoro potrebbe arrivare le registrazioni degli impianti di videosorveglianza, sempre più frequenti, soprattutto in centro città.</p>
<p style="text-align: center;">Foto: Gli alpini al lavoro per rimuovere le scritte che imbrattano il complesso che ospita il Centro culturale di Santa Maria della Pietà</p>
<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.associazioneantigraffiti.it/wp-content/uploads/2016/09/Cattura1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13701" alt="cattura1" src="http://www.associazioneantigraffiti.it/wp-content/uploads/2016/09/Cattura1-300x157.jpg" width="300" height="157" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Foto: Non si è salvata neppure la statua di Stradivari, posizionata in corso Garibaldi Due gli atti di vandalismo che ha subito di recente Nell&#8217;ultimo episodio di inciviltà è stato spezzato il ricciolo del violino</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.associazioneantigraffiti.it/wp-content/uploads/2016/09/Cattura.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-13702" alt="cattura" src="http://www.associazioneantigraffiti.it/wp-content/uploads/2016/09/Cattura-300x195.jpg" width="300" height="195" /></a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 6 SETTEMBRE 2016, LA PROVINCIA DI CREMONA</p>
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		<title>Finiscono nei guai i devastatori di parco Venturini</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 15:37:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Casi Giudiziari]]></category>
		<category><![CDATA[Cattive notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Graffito selvaggio BRESCIA Dalle accademie di Belle Arti ai muri cittadini, non per opere destinate alla storia, ma per devastazioni da graffito selvaggio. In quattro erano già finiti nei guai, sorpresi mentre imbrattavano muri del centro nei mesi scorsi, guadagnandosi una denuncia per atti di imbrattamento. Nel corso delle indagini della Polizia Locale erano stati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Graffito selvaggio</h2>
<p style="text-align: center;">BRESCIA</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Dalle accademie di Belle Arti ai muri cittadini, non per opere destinate alla storia, ma per devastazioni da graffito selvaggio. In quattro erano già finiti nei guai, sorpresi mentre imbrattavano muri del centro nei mesi scorsi, guadagnandosi una denuncia per atti di imbrattamento. Nel corso delle indagini della Polizia Locale erano stati sequestrati anche foto e filmati, conservati nei pc dei graffitari, di età compresa tra i 23 e i 43 anni. Le immagini li immortalavano anche in altri episodi poco artistici, compresa l&#8217;incursione notturna del marzo scorso al Parco Venturini, dove avevano distrutto pannelli decorati da writer che avevano partecipato al progetto del Comune di Brescia »True quality». La loro posizione si è così aggravata, dopo gli approfondimenti di indagine da parte della Locale che «ha svolto un ottimo lavoro &#8211; ha dichiarato l&#8217;assessore alla sicurezza Valter Muchetti &#8211; perché la tutela dei beni comunali e la difesa del decoro urbano restano per noi una priorità». Un impegno che prosegue senza sosta. </span></p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DI Lilina Golia DEL 30 AGOSTO 2016, CORRIERE DELLA SERA</p>
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		<title>Vandali distruggono la street art di Spadea</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jun 2016 15:56:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[DAVANTI AL MAESTOSO La palizzata colorata «C&#8217;è bisogno di arte» serviva a coprire l&#8217;ex cinema dismesso e degradato, all&#8217;insegna dell&#8217; abbellimento urbano Ma i balordi hanno colpito due volte. Lo sfogo duro dell&#8217;artista: «A Monza c&#8217;è bisogno di calci nel c.. che i genitori non sanno dare ai loro figli» MONZA Un gesto vile e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">DAVANTI AL MAESTOSO La palizzata colorata «C&#8217;è bisogno di arte» serviva a coprire l&#8217;ex cinema dismesso e degradato, all&#8217;insegna dell&#8217; abbellimento urbano</h2>
<h3 style="text-align: center;">Ma i balordi hanno colpito due volte. Lo sfogo duro dell&#8217;artista: «A Monza c&#8217;è bisogno di calci nel c.. che i genitori non sanno dare ai loro figli»</h3>
<p style="text-align: center;">MONZA</p>
<p style="text-align: justify;">Un gesto vile e stupido ha rovinato un bellissimo esempio di street art urbana, pensata per abbellire un luogo dismesso e degradato come l&#8217;ex cinema Maestoso. L&#8217;idea era stata quella di realizzare una lunga palazzata su cui scrivere la frase «C&#8217;è bisogno di arte» in bianco su fondo blu. Una provocazione artistica, un&#8217; «esortazione morale» e al tempo stesso un modo per coprire alla vista la brutta facciata di via Sant&#8217;Andrea, dove non c&#8217;è più il cinema dal 2006, la palestra è fallita e per impedire che i balordi entrassero nei ruderi rimasti è stato murato il complesso. Il futuro, di cui si parla da anni, è quello di un recupero dell&#8217;area per farne un supermarket, un nuovo centro civico e dei parcheggi, ma tutto è ancora fermo. Eppure a qualcuno il bello non è piaciuto (né tanto meno l&#8217;impegno civico volontario visto che gli artisti Felice Terrabuio e Roberto Spadea si sono finanziati da sé). Un primo vandalismo è stato compiuto il 28 maggio, a due giorni dalla fine dei lavori. Un brutto scarabocchio, una firma senza senso che ha sporcato la C della scritta. Ma immediato con il ripristino dell&#8217;opera subito il giorno dopo, è arrivato il durissimo sfogo di Spadea: «Monza è una città di ragazzi c.., qui dovremmo scrivere: &#8220;C&#8217;è bisogno di calci nel c.. quelli che i genitori non hanno saputo dare ai loro figli&#8221;». Poi, ancora un nuovo attacco nella notte tra domenica e lunedì. Stavolta definitivo. La palazzata è stata divelta e completamente distrutta. Molto probabilmente ad entrare in azione sono gli stessi ragazzi che bivaccano in quegli spazi, che non hanno apprezzato che il loro vandalismo fosse stato subito cancellato e hanno voluto andare oltre. Ora tra vetri rotti, scritte, bottiglie a terra e sporcizia, la zona è tornata la vergogna che era. Ma i due artefici non si sono arresi: «In ogni caso gli sconfitti siete voi, distruggendo resterete solo persone arrabbiate per sempre, noi con il sorriso sulle labbra, avremo il coraggio di rifare ciò che abbiamo fatto per rendere tutto più bello perché crediamo in un mondo migliore», hanno scritto su Facebook. Spadea (quello che l&#8217;anno scorso aveva piazzato jeans colorati in giro per la città) e Terrabuio sono noti per il loro impegno contro i writers e a favore dell&#8217;arte di strada regolare (hanno fondato anche l&#8217; associazione Fight the writers). Non a caso anche il sindaco ha espresso loro solidarietà. «Non ci fermiamo, ripristineremo via Sant&#8217;Andrea per insegnare che siamo più forti e continueremo a rimettere a posto ciò che rompono e abbiamo altri progetti in cantiere, vogliamo sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica».</p>
<p>ARTICOLO DI DIANA CARIANI DEL 7 GIUGNO, GIORNALE DI MONZA</p>
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		<title>Atti vandalici al Giotto Di nuovo imbrattato il tunnel del Parco Pertini</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Apr 2016 10:09:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[AREZZO Si riaffaccia il degrado nel tunnel che proietta al Parco Pertini. Ripulito da murales e scritte appena due settimane fa, è già stato scambiato per una lavagna. Erano stati gli studenti americani dell&#8217; Università dell&#8217;Oklahoma a dare lezione di decoro agli aretini. La task force di studenti con spatole, pennelli e raschietti &#8211; e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>AREZZO</p>
<p style="text-align: justify;">Si riaffaccia il degrado nel tunnel che proietta al Parco Pertini. Ripulito da murales e scritte appena due settimane fa, è già stato scambiato per una lavagna. Erano stati gli studenti americani dell&#8217; Università dell&#8217;Oklahoma a dare lezione di decoro agli aretini. La task force di studenti con spatole, pennelli e raschietti &#8211; e tanta buona volontà &#8211; aveva lavorato ininterrottamente per restituire alla città il sottopasso che da via Crispi collega al Parco Pertini. Un angolo di Arezzo dove da anni si erano stratificati graffiti e scritte di ogni tipo finendo per far calare il degrado in quella zona frequentatissima da famiglie in cerca di relax e svago. La missione degli studenti era stata apprezzata da tantissimi aretini che anche sui social avevano espresso giudizi positivi per l&#8217;azione anti degrado complimentandosi con i giovani americani. Una lezione di educazione civica che pare però non essere stata capita da chi, armato di bombolette spray, ha già iniziato a far riaffiorare le tracce del degrado. Scritte oscene, frasi d&#8217;amore, disegni incomprensibili sono riapparsi alle pareti del sottopasso suscitando indignazione. Sono bastati pochi giorni e già le scritte si moltiplicano con tanto di data a testimoniare che gli atti vandalici si ripetono di giorno in giorno. Un&#8217;abitudine, quella di imbrattare i tunnel, che la città pare non scrollarsi di dosso. Ogni azione di pulizia dei sottopassi in varie zone è interpretata dai graffitari forse come la restituzione di una lavagna da imbrattare. Adesso chi frequenta il parco Giotto chiede che siano rintracciati i responsabili dei graffiti. &#8220;Le telecamere ci sono &#8211; dice un cittadino &#8211; a meno che i cartelli affissi non siano uno specchietto per le allodole. Se l&#8217;impianto di videosorveglianza è in funzione, è bene che vengano utilizzati i filmati per dare un volto a chi ha imbrattato per poi fargli ripulire le pareti. Solo questo può essere un deterrente, per non veder vanificati i vari interventi di riqualificazione&#8221;. Interventi che l&#8217;amministrazione comunale sta effettuando in giro per i sottopassi cittadini. L&#8217;assessore Gianfrancesco Gamurrini da tempo ha iniziato a riqualificare intere aree mettendo in campo &#8220;lavoratori socialmente utili&#8221; con la divisa #AmoArezzo. Il 9 aprile Gamurrini aveva ringraziato i volontari, pubblicando su Fb gli scatti degli studenti dell&#8217;Oklahoma al lavoro al Parco Pertini. E il bellissimo commento di un aretino, a distanza di giorni, sembra una profezia: &#8220;Tutti i ragazzi americani con le magliette di volontari in giro per il parco che alternavano il lavoro sociale al divertimento di street food&#8230; uno spettacolo unico, una città proiettata al futuro e al decoro.. ora c&#8217;è da raccontarlo anche ai nostri ragazzi e spiegare che si può avere rispetto per la cosa pubblica e non necessariamente distruggere o deturpare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">ARTICOLO di Alessandro Bindi DEL 25 APRILE, CORRIERE DI AREZZO</p>
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		<title>Case, negozi e auto imbrattati dai writer tra Buggiano e Margine</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2016 09:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[MASSA]]></category>

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		<description><![CDATA[MASSA COZZILE Un vero e proprio raid armati di bombolette di vernice con intromissioni anche all&#8217;interno di proprietà private Più che vandali, veri e propri delinquenti. Che in un caso hanno anche scavalcato la cancellata di un&#8217;abitazione, commettendo tra l&#8217;altro una violazione di proprietà privata. Circa 3-400 metri di mura, in sostanza di fronte a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>MASSA COZZILE</p>
<p><em>Un vero e proprio raid armati di bombolette di vernice con intromissioni anche all&#8217;interno di proprietà private</em></p>
<p style="text-align: justify;">Più che vandali, veri e propri delinquenti. Che in un caso hanno anche scavalcato la cancellata di un&#8217;abitazione, commettendo tra l&#8217;altro una violazione di proprietà privata. Circa 3-400 metri di mura, in sostanza di fronte a Villa Ankuri tra i territori di Buggiano e Massa Cozzile, sono stati imbrattati a intervalli regolari con la solita scritta fissata a bomboletta spray. Sotto la furia di quelli che i residenti della zona definiscono &#8220;ragazzotti in vena di scherzi di cattivo gusto&#8221;, ci sono finite pure alcune automobili parcheggiate e le vetrine delle diverse attività commerciali presenti. Il fatto è accaduto nella notte tra sabato e domenica, nel tratto della provinciale Lucchese compreso tra la nuova rotatoria di via Falciano (la strada che conduce al Colle di Buggiano) e via La Malfa, piccola traversa nell&#8217;abitato di Margine Coperta. La scritta (vi si legge un nome, forse Lucy, e un numero, forse 38), appare per la prima volta all&#8217;altezza del centro benessere Evaluna, a Buggiano, e per l&#8217;ultima sui muri del negozio di abbigliamento Stefano Fontana, a Massa Cozzile. Segni indelebili dei teppisti di turno si notano anche sul perimetro di Villa Ankuri (di fianco al cancello d&#8217;ingresso agli ambulatori Asl) e su un cartello stradale. Ma, come detto, ad essere maggiormente colpita è stata la facciata color pastello di una villetta: «Domenica mattina uscendo di casa ci siamo accorti del danno (ci sono almeno sette scritte, sia nere che bianche, ndr) &#8211; spiegano i proprietari &#8211; e hanno pensato bene anche di &#8220;disegnare&#8221; sulle nostre auto, sulla carrozzeria e sui vetri. Le macchine le abbiamo già fatte ripulire lunedì, per la casa aspettiamo l&#8217;imbianchino che dovrà tinteggiare tutta la facciata, e sarà una grossa spesa». Abitanti e commercianti hanno già sporto denuncia contro ignoti ai carabinieri: i militari sono andati sul posto per i rilievi, fotografando quanto segnalato, e indagano sul significato di quella scritta. Nella zona non ci sono occhi elettronici che hanno ripreso l&#8217;accaduto (e probabilmente i vandali lo sapevano). «Mettono le telecamere ai semafori per fare le multe e non in un&#8217;area densamente abitata e piena di negozi &#8211; dicono dalla macelleria all&#8217;incrocio con via Ficocchio- conta più incassare soldi dalle contravvenzioni che tutelare la sicurezza delle persone e i danni alle proprietà private».</p>
<p>ARTICOLO DI LUCA SIGNORINI DEL 20 APRILE 2016, IL TIRRENO</p>
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