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	<title>Associazione Antigraffiti</title>
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	<description>Associazione Nazionale per il Decoro Urbano</description>
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		<title>Controllo di vicinato Rosate: incontro il 24</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:36:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[ROSATE Anche il Comune di Rosate entra nella rete del Controllo del vicinato: il progetto sarà presentato venerdì 24 febbraio alle 21 in sala consiliare, alla presenza di Umberto Ciampetti e Arturo Fiorani, referenti dell&#8217;associazione nazionale di Controllo del vicinato per le province di Lodi e Pavia. Saranno presenti anche rappresentanti della Polizia locale e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">ROSATE</p>
<p style="text-align: justify;">Anche il Comune di Rosate entra nella rete del Controllo del vicinato: il progetto sarà presentato venerdì 24 febbraio alle 21 in sala consiliare, alla presenza di Umberto Ciampetti e Arturo Fiorani, referenti dell&#8217;associazione nazionale di Controllo del vicinato per le province di Lodi e Pavia. Saranno presenti anche rappresentanti della Polizia locale e dei carabinieri. Come spiega il sito ufficiale dell&#8217;associazione, «il programma prevede l&#8217;auto-organizzazione tra vicini per controllare l&#8217; area intorno alla propria abitazione. Questa attività è segnalata tramite la collocazione di appositi cartelli. Lo scopo è quello di comunicare a chiunque passi nell&#8217;area interessata al controllo che la sua presenza non passerà inosservata e che il vicinato è attento e consapevole di ciò che avviene all&#8217; interno dell&#8217;a rea. Un insieme di piccole attenzioni fa sì che i molti occhi di chi abita il quartiere rappresentino un deterrente per chi volesse compiere furti o altro genere di illeciti &#8221; da strada&#8221; come graffiti, scippi, truffe, vandalismi ecc. La collaborazione tra vicini è fondamentale perché si instauri un clima di sicurezza che verrà percepito da tutti i residenti e particolarmente dalle fasce più deboli come anziani e bambini»</p>
<p style="text-align: center;">articolo del 10 febbraio 2017, Settori Magenta &#8211;  Abbiategrasso</p>
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		<title>Blitz dei vandali alla palestra comunale di Pombia: tappezzano i muri di scritte e insulti contro la polizia</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:34:07 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">POMBIA</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; stato un brutto risveglio per i responsabili del Comune di Pombia quello della mattina di giovedì 9 febbraio. Alle prime luci del mattino i muri esterni della palestra comunale apparivano imbrattati con disegni e scritte di ogni tipo. «Questo il risultato di pretesi artisti &#8211; hanno scritto ironicamente i responsabili del Comune sulla loro pagina Facebook &#8211; cui raccomandiamo maggiore esercizio prima di lanciarsi in simili iniziative sulle pareti pubbliche della palestra. Ora bisognerà provvedere e rimediare. Magari contattando dei veri artisti». Sui muri sono apparse scritte offensive verso la polizia, «tag» di qualche writer e simboli inneggianti al consumo di marijuana. «Purtroppo periodicamente si verificano episodi di questo tipo &#8211; spiega il sindaco Giovanni Grazioli &#8211; bisogna studiare il fenomeno e cercare di reagire. Purtroppo è difficile riuscire a capire chi è stato per prendere provvedimenti, anche perché nella zona non sono presenti telecame re».</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 10 FEBBRAIO 2017, GIORNALE DI ARONA</p>
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		<title>I disegni sul muro, i writers e il figlio del funzionario</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:30:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vezzano Ligure UN Comune autorizza quattro ragazzi, nessuno dei quali è residente, a scrivere i propri tag da writers su alcuni muri pubblici. Lo fa senza avvisare chi vive nelle case di fronte, senza un invito pubblico ai giovani eventualmente interessati. E la firma sul permesso è del funzionario che è anche il padre di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Vezzano Ligure</p>
<p style="text-align: justify;">UN Comune autorizza quattro ragazzi, nessuno dei quali è residente, a scrivere i propri tag da writers su alcuni muri pubblici. Lo fa senza avvisare chi vive nelle case di fronte, senza un invito pubblico ai giovani eventualmente interessati. E la firma sul permesso è del funzionario che è anche il padre di uno dei quattro. Accade a Vezzano. E la comunità si interroga su metodo e scelta di un tipo di graffiti non figurativo, il tag, che non prevede disegni ma solo le firme degli autori. Nessuno contesta i ragazzi, peraltro non pagati. Si contesta l&#8217;istituzione, che non ha condiviso quello che avrebbe potuto essere un progetto di riqualificazione degli spazi grigi del territorio.«Spiace che i cittadini non contino niente &#8211; sottolinea Patrizia Saccone, assessore alla Spezia, ma residente ai Prati &#8211; io vivo di fronte a un muro su cui è comparso uno di questi tag. Non sapevo niente. I ragazzi non c&#8217;entrano, ma dal Comune mi aspetto un progetto aperto a tutti i ragazzi. La nostra scuola, col professor Egidio Saccone, fa murales straordinari, con progetti di inclusione e con un significato». Il Secolo XIX ha tentato invano di contattare il sindaco Fiorenzo Abruzzo. Il funzionario che ha autorizzato, invece, ha risposto: «Non c&#8217;è stato alcun favoritismo, se c&#8217;è anche mio figlio, è un caso, non hanno preso un euro &#8211; precisa &#8211; ci hanno fatto una richiesta, la giunta era d&#8217;accordo. È forse meglio farli scrivere in giro?». Il punto, però, è il metodo: «I Comuni fanno così autorizzano chi richiede senza bandi o progetti. Non per ogni cosa si deve passare attraverso la burocrazia. Se è stato inopportuno che io abbia autorizzato anche mio figlio, ne risponderò, ma l&#8217;ho fatto in buona fede. È allucinante che si ingigantisca un&#8217;inezia». Il sindaco pare abbia detto ieri di non &#8220;voler rispondere alle polemiche&#8221;. «Semmai &#8211; avrebbe dato indicazione &#8211; ricopriranno a loro spese, se non piace». Non è questo il punto. Nessuno intende mortificare i ragazzi. La stessa Saccone, propone una via d&#8217;uscita: chiamare i giovani del posto, per finire il muro rimasto a metà. E la responsabile del comitato di quartiere, Cinzia Calanchi, getta acqua sul fuoco. Ammette di essere stata avvisata dal Comune solo &#8220;il giorno prima&#8221;. Ammette di non essere &#8220;amante di questa tecnica&#8221;. Ammette che &#8220;il Comune avrebbe dovuto affrontare diversamente&#8221;. Però attacca i cittadini, lamentando che tanto &#8220;le riunioni sono sempre deserte, perché nessuno partecipa&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 14 FEBBRAIO 2017, IL SECOLO XIX</p>
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		<title>Writer all&#8217;opera in via Matteotti: un nuovo graffito coprirà la Madonna</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:27:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Conegliano]]></category>

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		<description><![CDATA[CONEGLIANO Webster è di nuovo al lavoro sul muro di via Matteotti. L&#8217;autore del discusso graffito della Madonna con la bomba atomica tra le braccia, ieri, è tornato come fa spesso lungo il muro della Ferrovia che ha avuto in concessione nel 2003 per dare forma a una nuova opera. Dopo aver coperto con della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">CONEGLIANO</p>
<p style="text-align: justify;">Webster è di nuovo al lavoro sul muro di via Matteotti. L&#8217;autore del discusso graffito della Madonna con la bomba atomica tra le braccia, ieri, è tornato come fa spesso lungo il muro della Ferrovia che ha avuto in concessione nel 2003 per dare forma a una nuova opera. Dopo aver coperto con della vernice bianca parte del graffito che ha infastidito alcuni coneglianesi, ha cominciato a tracciare le linee della sua prossima opera. «Basta polemiche, basta interviste -dice gentilmente- la vicenda è già stata chiarita e di parole ne sono già state dette anche troppe». Non svela quale sarà il soggetto del murales che ha in mente anche perché prenderà forma piano piano. Intanto si lascia ispirare dalla musica. Fa qualche passo indietro rispetto al muro e osserva lo spazio sul quale libererà la sua creatività. Le cuffie con la sua musica fermano il rumore del mondo, del traffico, dei treni. Lungo quel muro, quasi tutti i graffiti sono a firma sua. Ce n&#8217;è un altro con il quale Webster ha espresso il suo sentire religioso. La protagonista è una donna anziana che tiene in mano un cartello sul quale è scritta una frase riguardante l&#8217;eutanasia. È il pensiero dell&#8217;artista sul tema, è il suo modo di esprimersi. Molti lo fanno con le parole, magari sui social e pure in modo maleducato. Lui lo fa con linee, forme, colori, sul muro. Perché l&#8217;arte non è solo un&#8217;opera da vedere e ammirare, ma è innanzitutto il modo di esprimersi di una persona.</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 14 FEBBRAIO 2017, IL GAZZETTINO</p>
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		<title>PIAGA INCONTROLLATA Il decoro violentato ogni giorno</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:24:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[PISA MURI, PALI dell&#8217;illuminazione, cestini dei rifiuti, cassonetti dell&#8217;immondizia ed ex cabine telefoniche: tutti vanno bene, nessuno escluso. Imbrattarli e usarli come supporti per messaggi o manifesti non è mai stato così facile. Una moda per qualcuno, un segnale di ribellione per qualcun&#8217;altro. Benvenuti nella città delle libertà. Libertà di espressione, libertà di parola e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">PISA</p>
<p style="text-align: justify;">MURI, PALI dell&#8217;illuminazione, cestini dei rifiuti, cassonetti dell&#8217;immondizia ed ex cabine telefoniche: tutti vanno bene, nessuno escluso. Imbrattarli e usarli come supporti per messaggi o manifesti non è mai stato così facile. Una moda per qualcuno, un segnale di ribellione per qualcun&#8217;altro. Benvenuti nella città delle libertà. Libertà di espressione, libertà di parola e libertà di deturpare il decoro urbano che, giorno dopo giorno, si smarrisce nella nostalgia dei tempi che furono. Ieri mattina i cronisti de La Nazione hanno setacciato tutte le strade del centro storico per documentare la sporcizia e il degrado che, a poco a poco, stanno facendo il paio con i manifesti e le affissioni abusive che hanno prestato il fianco ad un&#8217;impunità generale e diffusa. Uno scempio per i residenti che, in tempi non ancora sospetti, avevano scelto di abitare in quello che, sulla carta, era considerato un salotto cittadino. Piazza delle Vettovaglie e le vie limitrofe hanno, da tempo, subito l&#8217;invasione di un degrado galoppante e inarrestabile. Murales variopinti e manifesti hanno, col passare dei giorni, avuto la meglio anche in vicolo del Moro e in via Facchini. Le stradine vicine a Piazza della Pera nonché via degli Orafi sferrano un cazzotto in pieno stomaco alle tante persone che gravitano, quotidianamente, intorno alla città. Manifesti abusivi affissi sui muri e tanfo di orina che distrugge le narici: questo il biglietto da visita giornaliero per le centinaia di turisti e le famiglie degli studenti fuori sede che, da anni, scelgono Pisa per la qualità delle cure e per la rinomata reputazione dei suoi tre atenei.</p>
<p style="text-align: justify;">LE SARACINESCHE dell&#8217;ex cinema Ariston sono diventate ricettacolo di rifiuti: bottiglie di vetro, mozziconi di sigarette, alcolici abbandonati e fazzolettini di carta sporchi strizzano l&#8217;occhio ad un pot-pourri di manifesti affissi con la colla sulla facciata della struttura. Graffiti, affissioni abusive e scritte megalomani sui muri, accompagnati da un&#8217;inciviltà impunita e diffusa, hanno avuto la meglio anche in via la Nunziatina, via Facchini e via del Carmine. Per non parlare di Largo Ciro Menotti dove, oltre ai tanti messaggi, campeggiano da mesi centinaia di bottiglie di birra. Ma chi paga per il decoro urbano e la bellezza rubata ai residenti? «Iniziamo a far qualcosa di concreto &#8211; suggerisce un anziano ai cronisti -. Io avrei pensato ad un rimedio per migliorare il decoro della città e contemporaneamente rimpinguare le cassa comunali: da tempo cabine, cassonetti, colonne e facciate di palazzi sono oggetto di affissioni abusive da parte di persone più varie e, molto spesso, ad ogni volantino è accompagnato il numero di telefono. Ad ogni numero corrisponde un trasgressore: iniziamo a colpirli e, vedrete, che col tempo le persone smetteranno di trattare la città come cosa di nessuno». Spettacoli, badanti, annunci per affitti, offerta di sgombero e trasloco: sono tante e diverse le pubblicità, nonché i servizi, offerti abusivamente sulle pareti di facciate e muri pubblici. «Oltre alle multe un buon deterrente sarebbe &#8211; conclude una signora &#8211; far pagare le spese di rimozione agli incivili che appestano la città a loro piacimento». Le fa eco la vicina di casa: «Decoro urbano? Quando mai! Sono una miriade e ovunque i manifesti abusivi attaccati con la colla su cassonetti, pali della luce e contatori elettrici e io non ho mai visto sanzionare nessuno»</p>
<p style="text-align: center;">Di FRANCESCA FRANCESCHI</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 14 FEBBRAIO 2017, IL GIORNO</p>
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		<title>Milano, vandali scatenati contro il Museo Diocesano pronto per l&#8217;omaggio a Martini: follia di tag</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:19:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[MILANO Tutto era pronto per la cerimonia con l&#8217;arcivescovo Angelo Scola, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Roberto Maroni, domani mattina, ore 11. Ma qualcuno ha pensato bene di imbrattare la facciata esterna del museo Diocesano che deve essere intitolato al cardinale Carlo Maria Martini, evento solenne nell&#8217;ambito delle celebrazioni per i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">MILANO</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto era pronto per la cerimonia con l&#8217;arcivescovo Angelo Scola, il sindaco Giuseppe Sala e il presidente della Regione Roberto Maroni, domani mattina, ore 11. Ma qualcuno ha pensato bene di imbrattare la facciata esterna del museo Diocesano che deve essere intitolato al cardinale Carlo Maria Martini, evento solenne nell&#8217;ambito delle celebrazioni per i 90 anni. Milano, vandali scatenati contro il Museo Diocesano intitolato a Martini La facciata è stata trovata vandalizzata ieri mattina, dai custodi. Uno sgarbo, un&#8217;offesa alla memoria, o soltanto un imbrattamento come i tanti che vengono fatti nelle notti del Ticinese? La risposta potranno darla solo le indagini che il commissariato di zona farà a partire dalle immagini delle molte telecamere installate nei paraggi. Ma il problema è che le tag, le frasi non sense e i disegni a spray sulla facciata del museo che affaccia su corso di Porta Ticinese e sui chiostri di Sant&#8217;Eustorgio, ieri, hanno messo in grave difficoltà lo staff della Curia che si occupa delle celebrazioni per l&#8217;anniversario martiniano. Gli operai avevano appena finito di mettere sulla parete, sotto alla scritta &#8220;Museo Diocesano&#8221;, il nome del cardinale che guidò la Diocesi Ambrosiana dal 1979 al 2002. Fu lo stesso Martini, il cardinale biblista, esegeta di fama mondiale, vent&#8217;anni fa, a volere il museo in quel luogo e con quel nome, per custodire le opere d&#8217;arte della chiesa ambrosiana, portando qui alcuni capolavori che prima erano in Curia, dove nessuno poteva ammirarli. Il museo, in quella che fu la culla del cristianesimo in città, collegato alla cripta paleocristiana sotto alla basilica, è uno dei più importanti poli d&#8217;arte in città, al centro di un percorso storicoarcheologico sul quale puntano molto sia la Diocesi, sia Palazzo Marino. Milano ricorda il cardinal Martini, due giorni di eventi per celebrare i 90 anni del cardinale Per questo l&#8217;arcivescovo Scola, in vista delle celebrazioni promosse dai gesuiti del San Fedele, ha deciso di intitolare il museo al suo predecessore. Un altro segno visibile nella città del cardinale a cui è stata intitolata anche l&#8217;ex via dell&#8217;Arcivescovado, che costeggia il Duomo. Sulla facciata del Diocesano Scola scoprirà una targa di marmo. Dopo lo sfregio portato dai writer sulla facciata appena rinnovata del museo, si è rischiato che la cerimonia fosse annullata. Ma gli operai sono al lavoro, e l&#8217;impegno verrà rispettato.</p>
<p style="text-align: center;">ARTICOLO DEL 15 FEBBRAIO 2017, LA REPUBBLICA.IT</p>
<h2 style="text-align: center;">Diocesano intitolato a Martini Il blitz dei writer vandali non rovina la festa del museo</h2>
<p style="text-align: justify;">Stamattina alle 11 il Museo Diocesano verrà intitolato al cardinale Carlo Maria Martini nel novantesimo anniversario della sua nascita. La cerimonia si svolgerà regolarmente, nonostante i writer abbiano provato a rovinare la festa deturpando nell&#8217;immediata vigilia l&#8217;ingresso dello spazio culturale: a giudicare dalle tag lasciate dai vandali, dovrebbe trattarsi di giovani graffitari appartenenti a due crew emergenti di Marcallo con Casone.</p>
<p style="text-align: center;">IL GIORNO</p>
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		<title>LO SCEMPIO SUI MURI</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 09:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cattive notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Pisa]]></category>

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		<description><![CDATA[PISA AFFISSIONI abusive, graffiti, murales variopinti e spray. Benvenuti nella città del messaggio selvaggio dove piazze, facciate, muri, pali dell&#8217;illuminazione ed ex cabine telefoniche ospitano le pessime abitudini di gruppi pseudo-politici e vandali dichiarati. Alla stregua di bacheche pubbliche. Colla e volantini. E il gioco è fatto. Annunci, messaggi personali, spettacoli, concerti e avvisi imbrattano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">PISA</p>
<p style="text-align: justify;">AFFISSIONI abusive, graffiti, murales variopinti e spray. Benvenuti nella città del messaggio selvaggio dove piazze, facciate, muri, pali dell&#8217;illuminazione ed ex cabine telefoniche ospitano le pessime abitudini di gruppi pseudo-politici e vandali dichiarati. Alla stregua di bacheche pubbliche. Colla e volantini. E il gioco è fatto. Annunci, messaggi personali, spettacoli, concerti e avvisi imbrattano e calpestano il decoro urbano in tasca alla normativa. Un&#8217;abitudine che, giorno dopo giorno, si sta estendendo a macchia d&#8217;olio e che diventa sempre più difficile da contrastare. Ma se da un lato è arduo identificare le sigle e risalire ai responsabili, dall&#8217;altro non è scontato che sanzione sia sinonimo di riscossione. Specie se, come confermano i numeri, a ogni verbale elevato dagli agenti della Municipale corrisponde, tendenzialmente, un&#8217;impugnazione di fronte al giudice di pace. La squadra speciale anti-degrado creata dalla giunta, all&#8217;interno della polizia municipale, stacca ogni giorno numerose multe per le affissioni abusive sulla base delle firme di gruppi e associazioni che compaiono in fondo ai volantini-pirata.</p>
<p style="text-align: justify;">MA LE SANZIONI restano carta spesso straccia perché, puntualmente, i trasgressori fanno ricorso al giudice di pace. Motivo? Secondo la normativa in vigore fino a qualche giorno fa, deve essere sanzionato chi materialmente incolla il manifesto ai muri o alla facciate storiche e non tanto chi commissiona gli annunci. In buona sostanza, per colpire con certezza i trasgressori bisognerebbe che questi fossero colti proprio nel momento esatto in cui affiggono i manifesti o le pubblicità alle facciate storiche o ai monumenti cittadini. Esito finale? L&#8217;ufficio del giudice di pace, a oggi, ha una ventina di udienze fissate in materia e relative alle affissioni selvagge degli anni più recenti e nelle prossime settimane dovrà decidere se accogliere o respingere i ricorsi.</p>
<p style="text-align: justify;">DECINE e decine di multe ma, nella pratica, nessuno paga. E portici e monumenti restano imbrattati. Colpa della malamovida, del lassismo o, più semplicemente, di un degrado galoppante che ha prestato il fianco ad abitudini poco edificanti. Via del Moro, via La Nunziatina, le stradine adiacenti Piazza della Pera nonché via Franceschi e le altre vie del centro storico, soprattutto quelle vicine alle sedi universitarie, sono state prese di mira dai soliti imbrattatori. per non parlare del salotto buono di Largo Ciro Menotti, il cui colonnato è stato ripulito più volte dal Comune, ma che versa nuovamente in pessime condizioni con l&#8217;aggiunta, ogni mattina, di sporcizia, orina e vetri sparsi.</p>
<p style="text-align: justify;">MA QUALCOSA è cambiato. E ora non ci sono più scuse. Con il recente decreto sul decoro approvato dal governo può scattare il Daspo urbano e, soprattutto, scattano per i sindaci maggiori poteri contro chi deturpa e sporca il centro storico. Inasprite anche le sanzioni: dodici mesi per chi sfregia le zone di pregio artistico, allontanamento fino a 48 ore (e nei casi più gravi fino a uno o cinque anni) per chi lede il decoro e sanzioni amministrative da 300 a 900 euro. Questi, in sintesi, i maggiori poteri attributi ai primi cittadini e sanciti dal decreto legge del Governo che fissa una sorta di patto tra Stato e autonomie locali. La normativa affida anche al giudice la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi deturpati nonché il risarcimento per aver sporcato o imbrattato beni immobili pubblici o privati. La legge ora c&#8217;è, basta applicarla.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size: 1.17em;">I RESIDENTI</span></p>
<h2 style="text-align: center;">Ok il decreto: «Ora però si deve punire chi imbratta »</h2>
<p style="text-align: justify;">«TERRA di nessuno, tutti fanno quello che vogliono e si crogiolano in un degrado che ristagna e deturpa la città». Lo dicono in coro, ai cronisti de La Nazione, i residenti del centro storico stanchi di vedere le loro strade in preda ad una situazione di non ritorno. Proprio quelle strade che avevano scelto per vivere perché considerate, sulla carta, un salotto cittadino. Un salotto che, in breve tempo, è stato ridotto a ricettacolo di sporcizia, cattivi odori e murales «ingombranti».</p>
<p style="text-align: justify;">«VIA degli Orafi, la Mattonaia, ma anche i vicoli e le stradine di via San Martino sono indecenti &#8211; afferma Salvatore Marsale che ormai non vive più a Pisa -. Devo essere sincero e voglio portare l&#8217;esempio di Lucca. Di sicuro non ha un&#8217;affluenza di turisti né tanti studenti fuori sede coma Pisa, ma per le strade si notano pulizia e decoro». Graffiti, manifesti selvaggi e abusivi, mega-scritte su tutte le facciate e i muri della città tornano al centro delle polemiche e i residenti alzano la voce.</p>
<p style="text-align: justify;">«DASPO urbano? &#8211; commenta Nicole Carrubba &#8211; Speriamo. E che diventi risolutivo. Non possiamo più assistere a spregi, scritte orrende, talvolta becere e maleducate, e tanfo di orina che invade le narici. Occorrono controlli puntuali ma, soprattutto, multe salate senza escamotage. Chi viene colto nell&#8217;atto di affiggere cartelli o avvisi pubblicitari in luoghi pubblici deve pagare e, soprattutto, pulire tutto. La città è di tutti e abbiamo il diritto di vivere in un ambiente sano, igienico e pulito». Le fa eco Luigi Luisotti: «Tra abusivi, assedio dei finti parcheggiatori, venditori ambulanti e degrado non ne possiamo più. Speriamo che questo decreto porti una ventata di novità e, soprattutto, di certezza della pena».</p>
<p style="text-align: justify;">Graziano Morelli Il decoro cittadino si è smarrito: occorrono maggiori e tempestivi controlli nonché sanzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Gina Scarda Troppe libertà e poca rigidità: abbiamo perso pulizia, decoro urbano e sicurezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Mauro Bellotti Graffiti, writers, volantini abusivi e sporcizia: impossibile trovare un muro libero o pulito. Normale?</p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore Marsala Servono controlli, sanzioni salate e un messaggio chiaro ed univoco: chi sporca pulisce la città.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;">FRANCESCA FRANCESCHINI</p>
<p style="text-align: center;">Articolo del 15 Febbraio 2017, QN La Nazione</p>
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		<title>Brugnaro fa l&#8217;americano e chiede a Roma le celle per chi degrada le città</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 15:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Proposta di Ap e Fi alla Camera. Dem e avvocati perplessi VENEZIA Mendicanti troppo pressanti, ubriachi che superano ogni limite nella loro sbornia, writer che deturpano monumenti, persone senza casa che occupano spazi abbandonati, prostitute con abiti troppo succinti in strada, drogati che si iniettano eroina: se il Parlamento approverà il nuovo disegno di legge [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Proposta di Ap e Fi alla Camera. Dem e avvocati perplessi</h2>
<p style="text-align: center;">VENEZIA</p>
<p style="text-align: justify;">Mendicanti troppo pressanti, ubriachi che superano ogni limite nella loro sbornia, writer che deturpano monumenti, persone senza casa che occupano spazi abbandonati, prostitute con abiti troppo succinti in strada, drogati che si iniettano eroina: se il Parlamento approverà il nuovo disegno di legge del deputato Andrea Causin (Area popolare), tutti questi comportamenti potranno portare in cella per un massimo di dieci giorni. I colpevoli non andranno però in un carcere vero e proprio, ma in camere di detenzione realizzate dai Comuni nelle sedi della polizia municipale. Da quando si è insediato, a luglio 2015, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha fatto della lotta al degrado la sua bandiera e da allora chiede più poteri per aumentare la sicurezza. Alla sua proposta di introdurre celle comunali, il ministro alla Giustizia Andrea Orlando aveva risposto, alla Mostra del cinema del Lido, un secco no. Brugnaro non si è però dato per vinto: ha trovato un alleato nel veneziano Causin, presidente a Roma della commissione sulle periferie, ed è nata l&#8217;idea di redigere un proposta di legge di iniziativa parlamentare che già ha il sostegno di Forza Italia e Ncd. «Va ridata fiducia verso lo Stato alle persone perbene mentre le mele marce devono uscire dal cesto. Se un ubriaco molesta una donna, può essere che il fidanzato, il marito o il figlio reagisca e succeda di peggio che una notte in cella», ha detto ieri Brugnaro a Roma alla la presentazione del documento che aumenta i poteri dei giudici di pace. Saranno infatti loro, se il decreto diventerà davvero legge, a giudicare per direttissima chi si macchia di piccoli reati come l&#8217;accattonaggio molesto e «professionalizzato», l&#8217;assunzione di sostanze alcoliche e stupefacenti che degenerino in comportamenti molesti o violenti, l&#8217;occupazione e il commercio abusivi, la prostituzione di strada con connessi atti osceni in luogo pubblico e il consumo di droga con siringhe. Il decreto legge vuole colpire tutti «gli atti contrari alla pubblica decenza» e che degenerano in crimine. «I dati statistici dicono che i reati sono diminuiti del 6% ma la percezione dei cittadini è diversa &#8211; ha detto Causin -, forse perché molti non denunciano più o forse sono stati depenalizzati troppi reati. La depenalizzazione avrà svuotato carceri e tribunali ma non ha portato più sicurezza nelle nostre città e gli abitanti si sentono abbandonati. Questa proposta cerca di dare risposte concrete». Il ddl prevede che il potere dei giudici di pace sia esteso all&#8217;ambito penale e che, con processi per direttissima entro le 24 ore dal fermo, possano stabilire pene pecuniarie, lavori socialmente utili e detenzione per un massimo di dieci giorni. Alla base delle proposte di Brugnaro e Causin ci sono le politiche della tolleranza zero dell&#8217;ex sindaco di New York Rudolph Giuliani. Quest&#8217;ultimo, nel 1994, decise di applicare la teoria delle «finestre rotte» elaborata dai sociologi James Wilson e George Kelling secondo cui alla vista di una finestra rotta che non viene riparata i cittadini si abituano al degrado e alla mancanza di regole che stimolano attività criminali. «Una finestra rotta ne produce altre come, di contro, l&#8217;ordine favorisce l&#8217;ordine e la sicurezza porta più sicurezza &#8211; ha detto Renato Brunetta (Fi) -. Forza Italia sosterrà questa legge». D&#8217;accordo Maurizio Lupi (Ncd): «Le aree metropolitane devono essere più sicure e questo non vuol dire avere &#8220;sindaci-sceriffo&#8221;». Il sindaco di Venezia si augura che il Parlamento voti rapidamente e inserisca il decreto nel pacchetto sicurezza a cui sta lavorando il ministro dell&#8217;Interno Marco Minniti. «Ora non puoi fare niente se uno imbratta con spray i muri o se spaccia piccole quantità di droga &#8211; ha sottolineato -, vogliamo risolvere i piccoli problemi quotidiani che creano paura tra le persone, non faccio polemiche ma abbiamo costruito una montagna di diritti dimenticandoci dei doveri». La proposta di legge sta già attirando critiche, a partire dal senatore ed ex magistrato Felice Casson (Pd). «Qualcuno è fuori di testa e dovrebbe studiare il diritto costituzionale almeno un po&#8217; &#8211; ha tuonato -. Queste proposte sono fuori dalle linee penali costituzionali, il ddl non passerà mai». Anna Maria Marin, presidente della Camera penale di Venezia, deve ancora studiare il documento ma nutre qualche dubbio che possa essere attuato. «Un provvedimento di questo tipo non risolve i problemi della giustizia e nemmeno risponde ai bisogni di sicurezza &#8211; ha commentato -. I giudici di pace sono in grande sofferenza, sono pochi e mancano cancellieri, chapeau per il lavoro che fanno. E i reati per essere accertati hanno bisogno di istruttoria, la prospettiva di una giustizia sommaria è pericolosa e non dà risposte adeguate alle vittime».</p>
<p style="text-align: center;">Gloria Bertasi</p>
<p style="text-align: center;">Corriere del Veneto, 2 Febbraio 2017</p>
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		<title>Murales censurato: «È offensivo»</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 15:55:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Street Art]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;incredibile storia del graffito censurato. Quella Madonna con la bomba atomica tra le braccia non piaceva al sindaco Floriano Zambon, né all&#8217;assessore ai servizi sociali Enzo Perin, né a qualche cittadino che si era lamentato. Così circa un anno fa Zambon, in una riunione di giunta, ha chiesto a Gianbruno Panizzutti, assessore alle politiche educative [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L&#8217;incredibile storia del graffito censurato. Quella Madonna con la bomba atomica tra le braccia non piaceva al sindaco Floriano Zambon, né all&#8217;assessore ai servizi sociali Enzo Perin, né a qualche cittadino che si era lamentato. Così circa un anno fa Zambon, in una riunione di giunta, ha chiesto a Gianbruno Panizzutti, assessore alle politiche educative e giovanili, di chiamare le Ferrovie dello Stato per convincere il writer e artista coneglianese Webster, autore dell&#8217;opera, a cancellarla. «Mi è stato chiesto di contattare l&#8217;ente che ha dato in concessione a Webster la massicciata a lato del sottopasso di via Matteotti &#8211; racconta Panizzutti -, ma ho pensato che fosse meglio cercare una soluzione bonaria con l&#8217;artista, anche in qualità di referente del Comune per il gruppo dei writer di Cantiere Misto. Così circa dieci mesi fa sono passato da quelle parti mentre lavorava e gli ho fatto presente che c&#8217;erano state diverse lamentele e che il sindaco gli chiedeva di sostituire quel graffito con un altro. Tre mesi fa, non vedendo nulla, l&#8217;ho di nuovo sollecitato e gli ho detto che se non fosse intervenuto entro maggio avrei contattato le Ferrovie». Ma il motivo delle lamentele qual è? «Credo non sia stata la bomba atomica a urtare la sensibilità di alcuni coneglianesi, ma la rappresentazione della Madonna. Siamo abituati a una figura femminile soave, non a una caricatura. Non c&#8217;entrano le interpretazioni, ognuno ha la sua; per esempio io ho pensato che finché la custodisce tra le braccia non sarà mai usata». Lei abita vicino al luogo del delitto. «Passo di là spesso, a dire la verità no, però quella Madonna &#8211; spiega &#8211; l&#8217;avrei resa più dolce». Webster, dal canto suo, lunedì ha ricoperto gran parte del graffito con campiture bianche e, comprensibilmente, non ha molta voglia di parlare di questa faccenda. «Sono molto legato a quel luogo che ho ricevuto in concessione nel 2003. Quasi ogni giorno e i fine settimana sono lì per dipingere», racconta lo street artist della città del Cima. «Quando mi hanno detto che un paio di persone si erano lamentate, ho pensato alle centinaia di cittadini a cui questo murales piaceva moltissimo, che si fermavano per un selfie &#8211; racconta -, per scattare una foto, per dirmi Mi raccomando non cancellarla. Era il lavoro più gettonato. Molti i religiosi, suore e preti che sul significato dell&#8217;opera non hanno mai avuto dubbi: Finché la tiene la Madonna non c&#8217;è pericolo. Sono credente e questo è quello che volevo esprimere».</p>
<p style="text-align: center;">Mario Anton Orefice</p>
<p style="text-align: center;">Il Gazzettino, 2 Febbraio 2017</p>
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		<title>Alla Bolognina si apre lo scontro sul centro sociale</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2017 15:52:59 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Bologna]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul futuro dell&#8217;XM24 è subito polemica Merola: &#8220;In giugno andrà liberato lo spazio&#8221; La replica degli attivisti: &#8220;Non ci muoviamo&#8221; È arrivato lo sfratto per l&#8217;XM24: il collettivo dovrà lasciare entro il 30 giugno la sua storica sede all&#8217;ex mercato ortofrutticolo, nel cuore della Bolognina. Un altro centro sociale vicino allo sgombero, dopo Atlantide a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Sul futuro dell&#8217;XM24 è subito polemica Merola: &#8220;In giugno andrà liberato lo spazio&#8221; La replica degli attivisti: &#8220;Non ci muoviamo&#8221;</h2>
<p style="text-align: justify;">È arrivato lo sfratto per l&#8217;XM24: il collettivo dovrà lasciare entro il 30 giugno la sua storica sede all&#8217;ex mercato ortofrutticolo, nel cuore della Bolognina. Un altro centro sociale vicino allo sgombero, dopo Atlantide a Porta Santo Stefano: la convenzione col Comune è scaduta a dicembre e non sarà più rinnovata, come certifica una lettera dell&#8217;ufficio Patrimonio protocollata il 25 gennaio. Lo hanno comunicato ieri gli stessi attivisti, che annunciano barricate: «Noi non ce ne andiamo». E promettono: «Sta per succedere qualcosa». Epilogo prevedibile, secondo il presidente del quartiere Navile Daniele Ara: «Saranno cinque mesi lunghi». E il sindaco Merola: «Su quell&#8217;area è già pronto un progetto». Ma il primo citadino non rivela quale. A PAGINA IV È arrivato lo sfratto per l&#8217;XM24: il collettivo dovrà lasciare entro il 30 giugno la sua storica sede all&#8217;ex mercato ortofrutticolo, cuore della Bolognina. Un altro centro sociale vicino allo sgombero, dopo Atlantide a Porta Santo Stefano: la convenzione col Comune è scaduta a dicembre e non sarà più rinnovata, come certifica una lettera dell&#8217;ufficio Patrimonio protocollata il 25 gennaio. Lo hanno comunicato ieri gli stessi attivisti, che annunciano barricate: «Noi non ce ne andiamo». E promettono: «Sta per succedere qualcosa». Epilogo prevedibile, secondo il presidente del quartiere Navile Daniele Ara: «L&#8217;atteggiamento di continua contrapposizione non ha pagato &#8211; commenta &#8211; se hai uno spazio comunale in convenzione, devi tenere conto del contesto. Abbiamo davanti cinque mesi lunghi, io al posto loro dialogherei per negoziare un trasferimento, come hanno già fatto altre realtà in passato». Nel frattempo il sindaco Virginio Merola annuncia che in quegli spazi la giunta «ha un progetto di interesse pubblico da attuare», senza però rivelare quale sia. Nella lettera inviata dal Comune a XM24 si parla di «un&#8217;istruttoria tecnica finalizzata alla redazione di un progetto di riqualificazione del complesso di via Fioravanti 24, da destinare ad attività istituzionali», che motiverebbe il mancato rinnovo.«Stiamo lavorando a un tavolo per individuare servizi funzionali al quartiere», si limita a dire la dirigente del settore Edilizia e Patrimonio Raffaela Bruni. Fu l&#8217;allora sindaco Giorgio Guazzaloca a concordare il trasloco in via Fioravanti degli attivisti dello stabile occupato in via Ranzani. Era l&#8217;atto di nascita dell&#8217;XM24, quindici anni fa. La prima crisi arrivò nel 2013: con la costruzione della rotonda su via Gobetti l&#8217;edificio rischiava la demolizione, compreso il famoso muro col murales di Blu, poi cancellato dal writer stesso in polemica con la mostra sulla Street Art a Palazzo Pepoli. Finì che la rotonda fu spostata di qualche metro e che l&#8217;XM firmò la sua prima convenzione, di durata triennale, col Comune. Convenzione scaduta a dicembre e che la giunta non vuole rinnovare. Un tentativo di dialogo è stato fatto nei mesi scorsi dall&#8217;assessora alla Cultura Bruna Gambarelli, ma non è andato a buon fine e ieri l&#8217;assessora non ha voluto commentare la vicenda. Nel frattempo nel quartiere sono state raccolte più di 500 firme contro l&#8217;XM24, per chiederne lo spostamento: i residenti lamentano feste molto al di sopra della capienza, rumore, spaccio e degrado. «C&#8217;è stato un cambio di atteggiamento dei cittadini &#8211; dice Ara anche quelli di centro sinistra, hanno cominciato a vedere l&#8217;XM24 più come un problema». Diverso il discorso del mercato settimanale di Campi Aperti che, spiega, «ha una convenzione indipendente e in futuro sarà spostato sotto la tettoia Nervi, quando sarà ultimata. Nel frattempo li invito a contattare la giunta perché gli assegnino uno spazio in via temporanea».</p>
<p style="text-align: center;">CATERINA GIUSBERTI</p>
<p style="text-align: center;">La Repubblica, 2 Febbraio 2017</p>
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