Gallo e Random Due artisti uniti per colorare Padova

Padova

Un’arte definitivamente sdoganata. Due artisti in ascesa. Chi dice street art a Padova dice Kenny Random (alias Andrea Coppo, classe 1971, padovano doc) dapprima writer misterioso, poi street artist à la page, oggi vero e proprio brand che spopola tra moda e design dal Regno Unito agli States. Ma chi dice street art oggi, a Padova, dice anche Tony Gallo. Artista poetico e fiabesco che ha fatto dei suoi arcani personaggi -ibridi sognanti a metà tra bambini e animaletti – il suo tratto distintivo inconfondibile. Il mondo dell’arte, soprattutto quello selvaggio del writing, raramente si aiuta e supporta, incoraggiando gli altrui talenti. Eppure il miracolo è successo. Forse perché sono proprio i due artisti in questione a fare la differenza. Ecco allora un lavoro fatto a quattro mani. E se Tony Gallo ha lavorato di giorno nello spazio messo a disposizione da un bar di Via Santa Lucia a Padova, Kenny ha lavorato col favore delle tenebre. L’opera è suggestiva. Se Gallo dipinge un piccolo coloratissimo bambino che si aggira per la città con una gabbietta vuota, Kenny fa la sua solita magia ed ecco che compare un uomo nero con cilindro e due uccellini che svolazzano intorno all’amico. Lo stile diverso, la poesia è la stessa. E forse anche la storia. Se a Kenny nel 2007 fu dedicata una mostra da Tindaci, anche Gallo è in procinto di realizzarne una proprio nello stesso negozio, prima di approdare da Vecchiato, la storica Galleria padovana. E’ la street art, bellezza!

Articolo del Corriere del Veneto di Barbara Codogno del 1 Dicembre 2015

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One Response to Gallo e Random Due artisti uniti per colorare Padova

  1. Arianna Ballestri Rispondi

    5 dicembre 2015 at 07:01

    Sembra bello, solo mi auguro la foto che accompagna l’articolo non sia quella del lavoro finito.
    Perché altrimenti sarebbe come sempre strampalato il limite abituale della street art, che abbellisce solo con il paraocchi, come quello imposto ai cavalli.
    A sinistra del dipinto c’è ancora un pezzo di colonna, muro non si capisce, decorato da sporcizia e il solito invadentissimo segno vandalico della A cerchiata.
    Una obbligatoria pennellata di colore, banalmente uguale al fondo di base, per pulire, non è proprio contemplata nella logica di chi “dice di voler salvare l’Italia dal degrado diffuso” con la concessione di spazi all’arte di strada?

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