A Napoli, graffiti sulla chiesa di Sant’Eligio

 All’attenzione del Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino.
In copia all’ Assessore alla Vivibilità della II Municipalità Gianfranco Wurzburger.
In copia alla redazione di Napoli  di La Repubblica.

Milano, 12 gennaio 2009

 

Leggiamo con amarezza gli articoli usciti sulle pagine de La Repubblica  i giorni 4 e 10 gennaio relativi al fenomeno del graffitismo a Napoli.

Decine di scritte ricoprono la facciata di Sant’Eligio. Il tutto avviene la sera del 2 gennaio: 30 ragazzi (ben 30!) ricoprono di scritte metri e metri di facciata. Non possiamo rimanere a guardare (o meglio, a leggere). Come graffi, incidono sulla storia architettonica italiana – in questo caso su un monumento risalente al ‘200 – segni indelebili di inciviltà. Leggiamo che i danni ammontano a circa 10.000 euro, giustificati dalla delicatezza del tufo, il quale pretende un lavaggio di acqua e sabbia da parte di professionisti.

In veste di istituzione nazionale, l’Associazione Antigraffiti si farà carico di promuovere sul proprio sito la raccolta fondi richiesta dall’ Assessore alla Vivibilità della II Municipalità Gianfranco Wurzburger, in modo da far circolare la notizia di questo caso spiacevole e abbreviare i tempi per una pulitura da parte di un team di restauratori.

Gli autori sono giovanissimi, sui 12 – 14 anni, ma in grado di fare più danni delle cavallette. Peraltro volti noti, figli di lavoratori. Ragazzi a posto ma con il vizio del teppismo”. Parole di Wurzburger, forse un po’ leggere per designare un atto vandalico di tale portata.

Si tratta di “volti noti”? Bene. Gli autori dello scempio sono stati denunciati? Multati? Le multe inflitte loro andrebbero a coprire buona parte delle spese dei danni apportati.

Difesa a spada tratta dai cittadini, la chiesa ha l’appoggio della città. E questo è più che positivo. “Non ne possiamo più. Il vandalismo sta distruggendo le ultime bellezze di questa zona. Ora basta”. Parole dei cittadini. Segni di umanità fortunatamente sono ancora in circolo.

Qualche giorno fa’ Il Giornale dell’arte  definiva il graffitismo “fenomeno orribile”, di individui “interessati a marcare il territorio come bestie; solo che le bestie lasciano tracce naturali e fatalmente evanescenti. I graffiti sono durevoli porcherie”. Altro che “ragazzi a posto col vizio del teppismo”.

L’acceso dibattito sul binomio “graffiti – arte” si risolve in quattro e quattr’otto. Etica dei graffitari? Quante volte ci siamo sentiti dire dai writers “sta nelle regole del writer quella di non scrivere sui monumenti”?  Una facciata di tufo di ben 700 anni non è da annoverarsi tra i monumenti?

Perfino il generoso Vittorio Sgarbi – di lodevoli parole nei confronti dei suoi artisti-writers, ma con un solo limite: “l’atto di vandalismo sarebbe tale se le loro azioni avvenissero sui muri di edifici costruiti prima degli anni Cinquanta, strutture con una storia e un’anima sotto il profilo dell’architettura” – denuncia chi lascia tracce su edifici eretti “prima degli anni Cinquanta”. Giusto, ma allora dove collochiamo la dignità dei palazzoni degli anni ’50, ’60 e via dicendo, dei cavalcavia, dei treni, delle zone più degradate delle città? Loro sì, sono passibili di imbrattamenti vandalici?!

La vera distinzione sta nella legalità. Questo o quel muro è autorizzato? No? E’ e rimane crimine, a tutti gli effetti, che sia il graffito più bello del mondo, che ad essere colpito sia un palazzo degli anni ’60, che gli autori siano dei “bravi ragazzi”.

Fino al 2002, a proteggere la chiesa, c´era un cancello di recinzione. Pare si parli di ripristinare tale protezione. Di certo la chiesa sarebbe al sicuro, ma cosa facciamo, andiamo in giro per l’Italia a impacchettare tutti i monumenti architettonici, altrimenti a rischio graffitari? Ai turisti in visita mostreremmo città imbavagliate.

Dai monumenti ad altra tipologia d’opere d’arte. La mano dei graffitari non risparmia l’installazione di Piazza Plebiscito: la spirale di Richard Serra è stata più volte ricoperta di scritte, tag, graffiti. E più volte ripulita.

Denunciamo entrambi gli atti vandalici, segno di una civiltà decadente.

Sosteniamo appieno la lotta ai graffiti e l’interesse mostrato dall’Assessore alla Vivibilità Wurzburger.

Vi invitiamo a visitare il nostro sito www.associazionenazionaleantigraffiti.ite a segnalarci qualsiasi altro “attacco” all’indirizzo: info@associazioneantigraffiti.it.

 

Andrea Amato

Segretario dell’ Associazione Nazionale Antigraffiti

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