Writer tradito dalla sua «firma»

Polizia locale confrontati i « graffiti » lasciati sui treni con quelli del profilo online dell’autore

Writer tradito dalla sua «firma»

Sorpreso durante un raid nel deposito Atm. «Sue le scritte sui vagoni»

È il contagio di Erpes. C’è la sua firma su molti treni, infetta e patologica, replicata sulle fiancate e sui finestrini dei vagoni. Il segno grafico inconfondibile: stampatello maiuscolo e lettere riempite di colore. Erpes è un passeggero abusivo del metrò e un compagno di viaggio per i pendolari Atm: fa correre i suoi disegni perché Milano si fermi a guardarli. Gli addetti del deposito di Famagosta sono inciampati su di lui durante un turno di pulizie: Erpes ha tentato la fuga, si è slogato una caviglia, ha perso il passo e ha dovuto arrendersi. Fine dell’anonimato e dell’impunità. L’Atm e i cacciatori di writer della polizia locale hanno ricostruito il suo curriculum d’artista criminale, l’hanno associato ai «pezzi» sui treni e hanno trasferito il catalogo in una denuncia: G. Z., milanese di vent’anni, è uscito dalla lista dei ricercati da Atm, Trenitalia e delle Nord. È indagato per imbrattamento e invasione dell’area ferroviaria.
Erpes è la tag del giovane G., il suo doppio di strada, un po’ pseudonimo e un po’ marchio di fabbrica. Difficile quantificare i danni provocati dalla sua vernice, ma un dato può servire ad inquadrare l’impatto complessivo del graffitismo vandalico sul trasporto pubblico milanese: ogni anno l’Atm spende circa sei milioni di euro per liberare i treni dallo spray. «La vicenda di Erpes dimostra quanto sia importante una collaborazione sinergica tra l’azienda e l’Unità dei vigili urbani per la tutela del decoro urbano – commenta Fabiola Minoletti, studiosa  del fenomeno writing e presidente del comitato spontaneo Abruzzi-Piccinni -. Ma bisogna fare di più. La creazione di una banca dati unificata delle tag, nella quale archiviare tutti i dati acquisiti dalle forze dell’ordine, rappresenterebbe uno strumento molto più efficiente nel contrasto al graffitismo selvaggio».
I dolori del giovane Erpes cominciano il 9 settembre 2011. Il ragazzo «buca» i sistemi di sicurezza del deposito di Famagosta assieme ad altri due soci del suo gruppo (la crew Nmb). I due amici riescono a fuggire. Lui rovina a terra nel tentativo di scavalcare il muro di cinta su via Boffalora, viene raggiunto e
consegnato ai carabinieri della stazione Barona (verrà interrogato il 23 dicembre e indagato per «invasione di terreni ed edifici» in concorso con ignoti). È a questo punto che entrano in scena i funzionari Atm e gli specialisti della polizia locale. L’attività di indagine si sdoppia. Mesi di accertamenti, controlli incrociati sui profili Internet del giovane G., verifiche su fotografie e filmati. L’associazione delle «opere» all’autore è un passaggio fondamentale per irrobustire e allargare la denuncia. Tutto il materiale confluisce in 16 fogli e un dvd: c’è molto della carriera di Erpes. Quel fascicolo, adesso, è in Procura.
Il sindaco Giuliano Pisapia, in estate, aveva incontrato gli attivisti no-tag e ascoltato «con interesse» le proposte delle associazioni antigraffiti: «Ma da allora non s’è fatto granché – conclude Minoletti -. Auspichiamo che venga attivato presto un pool di collaborazione tra vigili urbani, Atm, Trenitalia e LeNord per
ottimizzare i dati acquisiti sui graffitari e rendere le ricerche più incisive».

Armando Stella

 

articolo apparso sul Corriere della Sera a firma di Armando Stella

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2 Responses to Writer tradito dalla sua «firma»

  1. davide Rispondi

    27 dicembre 2012 at 11:07

    chissa’ poi perche’ non pubblicano il nome COMPLETO! E’ MAGGIORENNE QUESTO IDIOTA!

  2. Giacomo e Maria Iacobucci Rispondi

    11 gennaio 2013 at 02:57

    Spettabile Striscia La Notizia,

    Diteci cosa bisogna fare per curare un male che da qualche anno a questa parte sta interessando nella sua forma peggiore la città di Campobasso: i graffiti illegali.

    Non ne possiamo più di vedere queste devastazioni sui muri della città -di recente anche su quello della polizia ferroviaria- e di constatare l’inerzia della presente amministrazione comunale oltre che di molti commercianti, i quali non fanno che ribadire le difficoltà economiche senza pensare al fatto che il decoro che circonda l’area in cui sorge il loro esercizio commerciale invoglia il potenziale cliente: non si può pensare che un Max Mara o un Guarino, che vendono rispettivamente cappotti da Euro 2000 e borse da Euro 500, sorgano in una zona il cui decoro è simile a quello di certi Paesi del Terzo Mondo!

    Vorremo mostrarvi foto di ciò che giace sui muri della nostra città, che non osiamo più definire bella, ma che fino a qualche anno fa poteva fregiarsi di questo titolo. Ci dispiace che non ci sia l’opzione di allegare files.

    Non è possibile che si promettano telecamere e presenza più massiccia delle forze dell’ordine e non lo si faccia, non è accettabile che venga fatto un convegno ( chiesa di San Bartolomeo – 19/10/12) presentando ritrovati chimici e metodi sofisticati per il mancato o ritardato attecchimento dell’inchiostro delle bombolette spray e poi non si traduca nulla in fatti concreti.

    Con l’Imu si può fare tanto, inutile che il sindaco si trinceri dietro il falso problema delle casse comunali asfittiche per mascherare la propria incapacità a risolvere il problema. Usiamo una parte di questa tassa per la prevenzione e cura di questo male che, se vogliamo, può essere debellato una volta per tutte.

    E un messaggio vogliamo lanciarlo anche a voi, writers: what do you write? Cosa scrivete? La prova della vostra incommensurabile idiozia e del degrado culturale in cui vivete. Non credete che tutti mettano la faccia nella sabbia: c’è anche chi non vi darà pace finché la mala pianta non sarà estirpata tramite la denuncia responsabile dei cittadini, trattamenti chimici altamente sofisticati e deterrenti, videosorveglianza, sanzioni elevate, presenza di forze dell’ordine. La legalità e l’intelligenza non hanno mai perso nei confronti dell’illegalità e della stupidità.

    Per favore, date respiro a questo tema, amplificatelo con una vostra visita a Campobasso e dateci una mano: solo insieme possiamo debellare questo cancro.

    Grazie!!!

    Giacomo e Maria Iacobucci
    Pasquale e Antonella Damiano
    Mariella D’Amico
    Gabriella Biondini
    Norberto Brendani
    Carla, Luca e Mario Bucci
    Carmen Iapaolo
    Carmen Pollastri
    Nadia Marelli
    Nadia Ludovico
    Maurizio Corrente

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