LOTTA AI WRITER DA MILANO A NAPOLI

LA GIORNATA DEI MURI PULITI

U n mese fa avevamo annunciato da questa pagina la giornata antidegrado prevista per oggi, in cui tredici città, distribuite sul territorio nazionale, diranno no, tutte insieme, alla vergogna dei muri e degli arredi urbani imbrattati. Nell’elenco, a partire da Milano, troviamo grandi città come Roma, Firenze, Genova, Napoli, Venezia, ma anche centri come Ascoli, Como, Monza, Pavia, Varese, Bollate, San Donà di Piave.
L’attività dell’Associazione nazionale antigraffiti, nata a Milano e da cui è partita questa iniziativa, ha svolto e svolge un ruolo importantissimo nel catalizzare l’attenzione sul fenomeno e nel diffondere il messaggio che l’attenzione degli abitanti alla propria città è fondamentale, come ha ricordato l’assessore Chiara Bisconti alla presentazione del cleaning day nazionale. Le giornate di pulitura non equivalgono al «cucchiaino con cui svuotare il mare», come è stato scritto, ma sono la dimostrazione di quanto una sana reazione dei cittadini possa contribuire a cambiare le cose. Alla nuova e meritoria linea che il sindaco di Milano ha deciso di adottare nei confronti di chi imbratta quel bene di tutti che è la città, ha contribuito certamente l’attività di volontari che dedicano tempo ed energie alla cura di monumenti e palazzi. E senza i quali, probabilmente, la lotta a scritte e sfregi non si sarebbe diffusa in molte altre città italiane. «Bellezza chiama bellezza» sostiene Bisconti e, se vogliamo una città migliore, ognuno faccia la propria parte, per attivare sinergie che vedano istituzioni e cittadini uniti. A questo proposito, un ruolo di primo piano spetta alla scuola, che, a partire dalla classi elementari, dovrebbe educare gli allievi al rispetto della città, inteso come rispetto per il prossimo. Ma esiste un interesse del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per l’Associazione antigraffiti, che ci auguriamo sfoci presto in un riconoscimento ufficiale. Un ulteriore passo in avanti potrebbe essere quello di affiancare agli insegnati, periodicamente, volontari che della lotta al degrado si occupano e che potrebbero costituire un esempio virtuoso. Con l’aggiunta di testimonial popolari fra i giovani. Che il nuovo corso contro il degrado parta dalla piazzetta Paolo Grassi assume un significato particolare. Lì accanto sorgono due delle sedi del Piccolo Teatro – il Teatro Strehler e il Teatro Studio – che ha subito aderito all’iniziativa, alla quale il direttore Sergio Escobar parteciperà in prima persona, per dare un segnale forte contro incuria e abbandono. Una incuria e un abbandono ancora più gravi se pensiamo che su quello spazio
si affaccia un teatro che è ambasciatore di cultura di Milano e dell’Italia nel mondo. Da sempre le battaglie perla civiltà, la cultura e la tolleranza sono passate per il Piccolo, a cui tutti milanesi hanno guardato e guardano come a un punto di riferimento importante. Anche questa volta inizierà dal Piccolo una democratica reazione contro questa forma di degrado imperante?

Editoriale apparso sul Corriere della Sera il 26 maggio a firma di Gianni Ravelli

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