«No alle saracinesche dipinte. Sono un altro scempio»

LE ASSOCIAZIONI STORICHE E PAESAGGISTICHE CHIEDONO PIÙ RIGORE AL COMUNE

LE ASSOCIAZIONI scendono in guerra contro il degrado, contestando però anche le proposte avanzate dai commercianti. Ieri infatti, Italia Nostra, Dimore Storiche (sezioni di Bologna), Bologna Storica e Artistica e Comitato per il restauro del portico di San Luca hanno ottenuto un incontro con l’amministrazione comunale, dopo una lettera del maggio scorso in cui esprimevano preoccupazione temi come traffico, uso delle piazze, dehors e serrande dipinte (l’idea dei commercianti della zona Costa-Saragozza per cercare di arginare i graffiti). All’incontro hanno preso parte gli assessori all’Urbanistica Patrizia Gabellini, ai Lavori pubblici Riccardo Malagoli e agli Affari istituzionali Nadia Monti. Erano presenti inoltre Mauro Felicori (Dipartimento Economia e Promozione della Città) e Franco Evangelisti (Ufficio Centro Storico). TRA I TEMI discussi l’opportunità di potenziare l’Ufficio Centro Storico in relazione alle competenze che il Comune ha avocato a sé sottraendole alle Soprintendenzein  materia di arredo urbano (a cominciare dai déhors) e la necessità di salvaguardare la città storica, i monumenti e le pavimentazioni storiche delle strade mediante un alleggerimento del traffico pubblico (e ovviamente privato). Soprattutto le associazioni hanno chiesto lo stop immediato dei progetti che «nell’intento di combattere il degrado, in realtà lo incrementano (vedi le saracinesche dipinte, i nuovi manifesti meccanici installati in via Rizzoli, Indipendenza, ecc.)». Già nella lettera di maggio infatti, il presidente di Italia Nostra Daniele Benati contestava «lo scempio delle saracinesche dipinte e dei portoni colorati, che devastano visivamente ampie zone della città, tanto da presentare una doppia identità di Bologna: diurna a saracinesche alzate, e notturna a saracinesche abbassate». INOLTRE, le associazioni sottolineano la «necessità di sanzionare, come si sta facendo in altre città, i comportamenti scorretti e penalmente rilevanti (graffiti, vandalismi, ma anche schiamazzi notturni, ecc.)» ricorrendo ad esempio al già esistente art. 639 del Codice Penale in materia di «deturpamento e imbrattamento di cose altrui», richiamando poi l’art. 170 del Codice dei Beni culturali in materia di «uso illecito» del bene culturale (definizione che comprende esplicitamente le strade e le piazze) e hanno manifestato la possibilità di intervenire in sede legale contro atteggiamenti che possano configurare, da parte dell’Amministrazione comunale, «reati omissivi».

Articolo apparso 25/06/2013 sul QN – Il Resto del Carlino – Bologna Pag. 6

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