I volontari ridanno Villa Litta Modignani alla città

MILANO – CLEANING DAY DI VILLA LITTA MODIGNANI (QUARTIERE AFFORI)
Venerdì 12 settembre dalle ore 9.00 alle ore 14.00 a Villa Litta Modignani in viale Affori c’è stato un importante Cleaning Aziendale Milanese organizzato dall’Associazione Nazionale Antigraffiti.
Più di 2.500 scritte vandaliche, tra cui numerose e difficoltose tag al catrame, sono state rimosse da 50 volontari dell’azienda KPMG, che ha finanziato l’intero evento, insieme a cittadini del quartiere, tutti coordinati dai volontari dell’Associazione Nazionale Antigraffiti. Questo ventiseiesimo evento sarà la prima tappa di sei cleaning nei mesi di settembre ed ottobre organizzata dall’Associazione Nazionale Antigraffiti, che porterà il “testimone” della staffetta del decoro urbano in giro per Milano. L’evento patrocinato dal Consiglio di Zona 9, si inserisce in un ampio progetto di ristrutturazione dello storico immobile che verrà ufficialmente inaugurato domenica 28 settembre alla presenza del Sindaco Giuliano Pisapia. L’obiettivo di questi eventi di clean-up è di creare degli esempi virtuosi, attraverso un’azione dal basso che s’ispira a una cultura del fare, di rendere il cittadino fin da giovane protagonista nella lotta contro il degrado.
L’area ripulita verrà mantenuta pulita dalle nuove scritte vandaliche dai volontari del Comitato Affori.

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3 Responses to I volontari ridanno Villa Litta Modignani alla città

  1. Marco Mercuri Rispondi

    13 settembre 2014 at 05:00

    Parafrasando Armando Torno che sul graffitismo vandalico sul Corriere della Sera ha scritto:

    “Non c’è zona risparmiata; non è possibile indicare palazzo storico o casa d’abitazione che non abbia subito l’oltraggio di questa lebbra estetica, prodotta da tendenze incivili e repellenti, praticata da persone che desiderano vivere tra disordine e sporcizia.”

    E voi siete eccezionali, indomiti e bravissimi sempre. Grazie
    Bene. Ora che Villa Litta Modignani è tornata a un livello di decoro “esteticamente civile” grazie a questa eccezionale gente, nel sito del Comune di Milano, affastellato di frivolezze, questa volta si troverà lo spazio per una segnalazione del fatto?
    Oppure, per il noto e pessimo sentimento rancororso, che talvolta travolge chi riceve benefici senza alcun merito, anche questo passerà nell’oblio, così come il Giardino della Guastalla, che risplende di civiltà e decoro da mesi senza una citazione o un ringraziamento per chi l’ha fatto risorgere dalla graffitatissima sporcizia.
    Oppure “La lebbra estetica prodotta da tendenze incivili e repellenti”, di cui sopra è apprezzata dal comune.

  2. Luciano Rispondi

    14 settembre 2014 at 23:00

    Da considerare certamente la positività degli avvenimenti analoghi in altre zone cittadine, come Quarto Oggiaro che ieri ha vissuto un “cleaning day” ricalcando le orme della nostra associazione e di altre che stanno crescendo un po’ ovunque. Per quanto riguarda i rapporti tra noi e l’amministrazione, occorre dare un’occhiata ai maggiori quotidiani per farsene un’idea: su Villa Litta, il Corriere ha pubblicato una sola foto con qualche riga di commento, ma solamente nella versione online. Sul cartaceo nemmeno una parola.
    Su Il Giorno, un discreto commento e foto, come pure su Repubblica.
    Su facebook, d’altronde, si vede oggi qualche foto e commenti postati sul cleaning di Q. Oggiaro al quale ha partecipato l’Assessore Carmela Rozza, che ha probabilmente rinunciato alla visita a Villa Litta in favore di iniziative organizzate da altri gruppi (forse sta pensando di farci concorrenza!);ovviamente da parte dei rappresentanti dell’amministrazione nessun commento o citazione su Villa Litta, così come in precedenza per i giardini della Guastalla. Troppe coincidenze per pensare solo a casualità, e la conferma arriva dal silenzio del sito del Comune, interrotto solo per citare l’operazione in via Pascarella a cui si é aggregata l’Assessore Rozza.
    Però i commenti editoriali dal contenuto critico sul problema graffiti, e del modo di trattarlo in Comune, si fanno più frequenti. L’ultimo di A.Torno è abbastanza eloquente e rispecchia un’opinione pubblica sempre più omogenea e schierata in merito. Che sia proprio indispensabile la spinta in extremis dell’Expo, per mettere in campo i mezzi e il rispetto delle leggi finora rimasti lettera morta?

  3. Livia Chirulli Rispondi

    27 settembre 2014 at 14:51

    Egregio sig. Luciano, noi italiani, si sa, arriviamo sempre tardi a capire le cose. Il fatto che se ne cominci a parlare ora con spirito critico ne è la prova. Comunque ci siamo arrivati. L’altro passo è la presa di coscienza da parte del Governo e la conseguente emanazione -ed applicazione!- di una legge che non lasci spazio ad interpretazione, che superi anche l’art. 639 del codice penale in materia di vandalismo urbano, che non lasci spazio a salvacondotti, e che ponga il nostro Paese sulla stessa linea d’onda degli altri, ossia di Paesi dove c’è tolleranza zero per questa feccia.

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