La Giapponese A Milano da 25 anni cancella i graffiti dal Naviglio

La lettera di Yuko Noguchi, volontaria dell’Associazione Nazionale Antigraffiti – Retake Milano, pubblicata il 17 aprile 2015 sul Corriere della Sera.

Gentile signora, Milano è la mega città italiana. Ci sono tanti stranieri che ci vivono e vengono tanti turisti da tutto il mondo. Per che cosa? Vengono a cercare, a vedere, a toccare la bellezza italiana. Anch’io sono rimasta affascinata dall’Italia, tanto che mi sono trasferita qui e già sono passati da allora venticinque anni. L’altro giorno camminavo nella zona Navigli. Da tanto tempo non sono stata in quella zona, ma mi è venuto da piangere. In che stato è questo quartiere (e non soltanto questo): è sporco, sporchissimo! Ci sono tanti graffiti che imbrattano muri, portoni, saracinesche, panchine, qualsiasi cosa.

Il Naviglio, me lo ricordo, un tempo era bellissimo, affascinante ma ora praticamente non c’è più: un rivolo d’acqua brutta. Ho girato attentamente l’occhio sulla strada: anch’essa era veramente sporca! Se non si interviene immediatamente, la città rimane così, anzi peggiorerà. La gente si abitua a vedere questa scena. Gli italiani, tendenzialmente mantengono molto bene le cose private, ma per le cose pubbliche e i posti per tutti non fanno attenzione proprio per niente!

Non va bene! Sento dire tante volte «made in Italy» come marketing pronunciate sempre queste parole. Ma se avete a cuore queste parole, se volete che abbiano un senso, per favore amate le cose italiane con passione. Tra un po’ comincia l’Expo. Ho visto tantissime segnalazioni di iniziative importanti, però, nello stesso tempo, vedo troppe sporcizie di graffiti. Gli stranieri cosa potranno mai pensare di Milano? Per il sindaco certo è importante contare i minuti per arrivare all’Expo, ma deve essere anche importante pulire la città ! Ho collaborato tante volte con l’Associazione Nazionale Antigraffitti come volontaria e proprio perché la pulizia e la bellezza di questa città mi stanno particolarmente a cuore. Mi auguro sempre che tutti cittadini o, almeno, la maggioranza tra loro, nutrano i miei stessi sentimenti nei confronti della nostra Milano.

Risposta dalla giornalista Isabella Bossi Fedrigotti
Decine di volte in questa rubrica abbiano affrontato il tema dei graffiti  che insudiciano la città e a me sembra che il numero dei cittadini esasperati dall’imbrattamento di case, palazzi e mezzi di trasporto (vedi i treni del metro) aumenti in continuazione. Buon segno, mi dico. E un segno ancora migliore sono gli ormai tantissimi volontari milanesi che, come lei, si dedicano alla pulizia delle strade più maltrattate dai   graffitari, in maggioranza – ormai lo si sa – giovanissimi. Tanto che sempre torna la domanda: ma i genitori di questi ragazzi sono ciechi? Sordi? Oppure ci vedono e ci sentono benissimo ma, chissà, alzano le spalle o magari approvano?
ibossi@corriere.it

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