La vittoria (e la sconfitta) dei genitori

Roma

Due storie di lotta al degrado romano, organizzate dai cittadini, cioè «dal basso». E due conclusioni diverse. La prima, con una vittoria e tanta allegria, senza il sostegno di qualsivoglia mano pubblica ma puntando tutto sull’autogestione e l’autofinanziamento. L’altra nella delusione e nell’amarezza semplicemente perché qualcuno aveva pensato di potersi fidare della Sezione pronto intervento del centro storico e soprattutto dell’Ama.

La prima storia ha come palcoscenico la scuola Regina Margherita, nel cuore di Trastevere, inaugurata nel 1888 dalla prima regina d’Italia. Un magnifico edificio accanto a santa Maria dell’Orto. L’estate scorsa il Comune restaura la facciata e le pareti interne ma, come spesso capita nella nostra incomprensibile e dissestata città, alla fine mancano i fondi per ripristinare il monumentale portone scrostato, malridotto, in forte contrasto col restauro generale. I genitori della scuola (infanzia, primaria e secondaria di I grado) si riuniscono, decidono di autotassarsi e di ricorrere anche ai fondi raccolti dall’associazione culturale «Hortus» ( www.hortus.eu ), comunque animata dai genitori della scuola e che durante l’anno scolastico propone concerti e appuntamenti culturali. In pochi giorni parte un tam tam, nasce la catena «Risistemazione portone» su Whatsapp, un genitore presta un’impalcatura per lavorare in altezza, si organizzano turni in due fine settimana per scartavetrare il portone, sverniciare le maniglie in ferro battuto, ripulire la volta d’ingresso, si sceglie con cura il verde «storico», si lavano le lapidi ottocentesche, nei cortili si affrescano pareti, si tracciano le righe per giocare a campana, una mamma regala un ficus benjamin alto tre metri, si tolgono le ragnatele al lume in ferro battuto mai pulito da anni, si ricomprano le bandiere italiana ed europea ridotte sulla facciata a due stracci, nell’ex stanzino delle scope nasce «Libera i tuoi libri», angolo di scambio «editoriale» per bambini. Il risultato finale (senza nemmeno mezzo centesimo di denaro pubblico) è un ingresso tornato all’antica bellezza, dall’aria prestigiosa.

L’altra storia finisce male. Siamo a via sant’Angela Merici, dietro sant’Agnese fuori le mura. I ragazzi dell’associazione di volontariato Sorte-Solidarietà romana sul territorio (tra i 18 e i 25 anni, si occupano di assistenza ai senza fissa dimora e alle famiglie in difficoltà) decidono di ripulire i muri della strada, piene di scritte anche indecenti. Compiono la trafila burocratica: chiamano la Sezione Pronto Intervento Centro Storico, ottengono il permesso, hanno il via libera per contattare il corpo di decoro urbano dell’Ama per avere pennelli e vernici adatti. L’appuntamento, concordato da giorni, è per sabato 3 ottobre. I ragazzi si presentano, pronti e motivatissimi. Arriva un addetto dell’Ama senza nulla. Nemmeno un pennello. Matteo Lucidi, dell’associazione dei giovani volontari, che ci ha scritto indignato e deluso, racconta: «Abbiamo comunque cercato di reperire la vernice adatta, ma non l’abbiamo trovata. Perciò non abbiamo potuto svolgere l’intervento sui muri della via che rimangono imbrattati da scritte oscene e graffiti inguardabili. Non è la prima volta che l’Ama non rispetta le richieste effettuate con il dovuto preavviso e regolarmente autorizzate, e lo dico con rammarico». C’è da chiedersi quale esempio abbiano offerto a questi ragazzi volontari sia la Sezione di intervento del centro storico che l’Ama. E quale messaggio abbiano recepito dalla «mano pubblica» quei giovani. Purtroppo per Roma, la risposta è facilissima: un assoluto, colpevole, grave, diseducativo menefreghismo.

Articolo de Il Corriere della Sera di Paolo Conti del 5 Ottobre 2015

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One Response to La vittoria (e la sconfitta) dei genitori

  1. Maria Antonia Livi Rispondi

    6 ottobre 2015 at 03:26

    Purtroppo chi organizza azioni di cleaning deve essere pronto all’abbandono e al disinteresse e alla irriconoscenza assurda di chi, invece, dovrebbe essere felice e grato della collaborazione dei cittadini.

    A Milano ne sappiamo parecchio di quella strana smemoratezza del Comune che dimentica sostegni e anche dopo, quando sono gli sponsor a sovvenzionare anche azioni di riqualificazione particolarmente importanti, mette il silenziatore alla comunicazione e finge di aver meriti personali.
    E’ un fatto: i volontari NON MOVIMENTANO DENARO.
    Sono esseri inutili per i politici, solo buoni da prendere e inglobare, a solo vantaggio delle proprie varie campagne elettorali. Ambiti, ma mai aiutati decentemente a operare al meglio.
    I volontari muovono solo energie positive e utili a migliorare la società che ci circonda.
    Se AMA non ha mantenuto le promesse fatte, come dicono in Liguria “si vede che ci avrà avuto la sua conveniensa”.
    Che non è certo una convenienza pensata per il bene del paese, è la convenienza che tutto resti così com’è, perchè dove i cittadini si ribellano al degrado, mostrano la volontà di riscatto e il loro attivismo sano e onesto, alla fine si tolgono spazi di azione a chi pensa che tutto “sta bene com’è ora”.

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