Imbrattarono i muri Writer davanti al giudice

Pavia

L’accusa è di aver imbrattato i muri delle case di Pavia con scritte e disegni. Furono 41, in buona parte minorenni tra i 14 e i 17 anni, i writer finiti nella retata della polizia locale nel maggio di due anni fa. Ora il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale dei minori di Milano dovrà valutare la loro posizione. L’udienza è fissata per mercoledì mattina. Il pubblico ministero che si occupava del caso per la parte che riguardava i ragazzi minorenni aveva presentato una richiesta di non luogo a procedere per molti di loro, per la tenuità del fatto e alla luce della condotta riparatoria. Molti di loro infatti avevano partecipato alle giornate “Clean Day” organizzate dal Comune. Ma il giudice delle indagini preliminari aveva rigettato la richiesta. Mercoledì il gup deciderà se rinviarli a giudizio o adottare una delle forme alternative previste nel caso in cui a commettere un certo tipo di reato sia un minore. Nella retata della polizia locale erano finiti anche dodici maggiorenni. Per quasi tutti la vicenda si era chiusa con un’archiviazione, tranne che per due: aveva pagato un multa di cento euro, con un decreto penale di condanna. Il filone che coinvolgeva i minorenni invece aveva preso una strada diversa, istruito dalla Procura del Tribunale di Milano. E ora il procedimento penale potrebbe a quel punto chiudersi con una sanzione o con il coinvolgimento in attività di pubblica utilità. Come prevede la procedura i minori avevano anche svolto diversi incontri con gli assistenti sociali. Nel corso dell’operazione i vigili avevano sequestrato anche materiale utilizzato per imbrattare i muri (bombolette spray ma anche telefoni e pc sui quali erano state trovare le immagini delle “tag” realizzate sugli intonaci delle case del centro) poi dissequestrato su richiesta degli avvocati. Nel frattempo alcuni dei giovani coinvolti nelle indagini sono diventati maggiorenni.

Articolo de La Provincia Pavese del 9 Novembre 2015

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