Un «panettone» dorato per i milanesi del 3 maggio

Milano

Non cercano eroi né santi. Non è questo lo spirito del premio. Solo normali cittadini che si sono impegnati per la collettività. Panettone d’Oro è il riconoscimento che da metà anni ’90 premia, a Milano, la virtù civica. Concetto forse desueto ma chiaro: significa darsi da fare per i propri simili senza clamore, lontano dai riflettori, solo per un senso di appartenenza alla comunità. Farsi avanti senza chiedersi a chi spetta. Da due giorni si accolgono le candidature per l’edizione 2016. Possono essere presentate da chiunque (persone o enti vanno segnalati online su Panettonedoro.it). E da due giorni a Carlo Montalbetti, direttore generale Comieco (il consorzio di recupero e riciclo degli imballaggi di cellulosa), frulla un’idea in testa. Dice ridendo che forse è lo spirito del Natale a suggerirgliela. Comieco è parte in causa, collabora all’iniziativa ideata dal Coordinamento Comitati Milanesi (e oggi sostenuta anche da Amsa e da un cartello di associazioni, Assoedilizia, Amici di Milano, Associazione Sao, Ciessevi, City Angels, Legambiente), fin dalla prima edizione. Per questo Montalbetti sente di voler lanciare una candidatura. Che avverte forte. Ricorda che il 3 maggio migliaia di Milanesi sono scesi in strada con spazzoloni e secchi per ripulire la città oltraggiata. «Una magnifica azione collettiva, una sorta di… spugna civica – dice -. Andrebbero premiati». Moltalbetti conosce le regole di Panettone d’Oro. Non c’è mai stato un riconoscimento collettivo. Gli oltre quattrocento premiati nei venti anni di storia -fra quelli dello scorso anno Lorenzo Belveato, panettiere volontario al Beccaria; Giuseppina Bonetti Farina, che da anni cura un giardino pubblico; Michele Valtorta, impegnato nelle case Aler del Gratosoglio- erano singoli cittadini o associazioni. Oltretutto sarebbe difficile stabilire chi è stato più volenteroso il 3 maggio, chi ha strofinato e cancellato le scritte dai muri più a lungo e con più determinazione. «Ci vorrebbe una benemerenza speciale – dichiara Montalbetti, – o potremmo rivolgerci alle associazioni che hanno il via all’operazione, che è poi proseguita anche in seguito: un chiaro segnale di attaccamento alla città». Comunque vada, è un’idea da giocare. Il premio negli anni è cresciuto. Oggi include tutta la Città Metropolitana. «Sarebbe stato anacronistico tenere i confini stretti» dichiara Salvatore Crapanzano, presidente Coordinamento Comitati Milanesi. Da poco ha anche cambiato sede: dopo anni nell’elegante cornice della sala Alessi (diventata troppo piccola) e un passaggio dalla Sala Provinciale di via Corridoni (ora inagibile), l’approdo al Teatro Parenti. «Cinquecento posti che il 6 febbraio, data della cerimonia ufficiale, riempiremo tutti» dice orgoglioso Crapanzano, che aggiunge: In molti mi chiedono perché non andiamo al Dal Verme. Perché la sede dell’Ambrogino d’Oro non può diventare anche la nostra. Sono due premi distinti, che devono proseguire su binari differenti». Conclude con un invito: «Il termine per l’invio delle segnalazioni è il 22 gennaio. La giuria individuerà 30 cittadini e dieci associazioni. Aspettiamo tante idee».

Articolo del Corriere della Sera di Marta Ghezzi del 20 Dicembre 2015

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One Response to Un «panettone» dorato per i milanesi del 3 maggio

  1. Pietro Storti Rispondi

    21 dicembre 2015 at 05:25

    Ma siete voi che avete fatto durante l’anno 2015 più di due azioni al mese (agosto compreso) di grandi pulizia della città aggredita con costanza da quei dementi imbrattatori e devastatori di tutto? O mi sbaglio.
    Siete voi che alla mattina dopo il 1 maggio più disgustoso di Milano, alle 8 del mattino del 2 maggio eravate in pettorina organizzatissimi a pulire vetrine e a ridipingere muri conciati di schifo in via De Amicis.

    E poi siete sempre voi che il 3 mattina, prima del corteo dei milanesi incazzati, avete ripulito e ridipinto il lungo palazzo delle Suore Orsoline in fondo alla stessa via?
    Poi mentre nel pomeriggio tutti sfilavano, anch’io, vi ho intravisto: eravate con pennelli e colori impegnati a risistemare la “Casa dei Diritti” nella stessa strada.
    Vi ho riconosciuto dalle pettorine, perché quel giorno eravate su tutte le prime pagine dei quotidiani, e anche perché non camminavate fra la gente, eravate affannati impegnatissimi e al lavoro, per seguire e dar consigli, pennelli, colore e pettorine a tutti quelli che avevano voglia di diventare al volo volontari capaci e attivi anche solo per un paio di ore.
    Bhe… se siete voi io non ho dubbi su chi segnalare!

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