BANKSY

LONDRA

I «Miserabili» di Banksy che Londra non vuole

Come i protagonisti del romanzo di Victor Hugo. Sono i migranti di Calais, quelli colpiti dagli spray al peperoncino della polizia, il nuovo soggetto del writer britannico Banksy apparso a Londra di fronte alla sede dell’ambasciata di Parigi. Il disegno però ha avuto vita breve ed è stato coperto dalla società proprietaria dell’edificio.

ARTICOLO DEL 26 GENNAIO 2016, CORRIERE DELLA SERA

Banksy, nuovo murale sulla “jungle” di Calais: la Cosette de I Miserabili piange per la condizione dei profughi

Un nuovo murale dell’artista britannico Bansky è apparso sul retro dell’ambasciata francese a Knightsbridge, Londra. L’opera raffigura una giovane donna in lacrime – probabilmente Cosette, un personaggio de I miserabili di Victor Hugo – con ai piedi una latta di gas lacrimogeno, e alle spalle la bandiera francese. Il murale ha attratto molti curiosi e fan del disegnatore, ma poco prima di mezzogiorno, come confermato dalla polizia, è stato coperto da due panelli di compensato.Si tratta della prima opera interattiva dell’artista che nella parte inferiore del disegno inserisce un QR code che una volta inquadrato avvia sullo smartphone un video con lanci di gas lacrimogeni e pallottole di gomma durante un attacco al campo dei rifugiati a Calais, il 5 gennaio scorso. Il lavoro è l’ultimo di una serie di opere dell’artista di graffiti che criticano la gestione europea della crisi dei rifugiati in corso. Si tratta di un commento diretto sui recenti tentativi da parte delle autorità francesi di demolire una parte del campo di Calais – che ora è stato considerato pericoloso – e sfrattare circa 1.500 rifugiati.Guarda anche: Calais: protesta sull’autostrada, la polizia usa lo spray al peperoncino. La clip di sette minuti pubblicata su YouTube mostra chiaramente gas lacrimogeni, proiettili di gomma e granate assordanti utilizzati dalle autorità francesi in un raid di notte. Nel mese di gennaio, a Calais, era apparso un murales sul muro di un tunnel nel campo profughi a Calais raffigurante il fondatore di Apple Steve Jobs, che era figlio di immigrati siriani. In una breve dichiarazione che accompagna il lavoro, Banksy ha sottolineato che Apple, una delle aziende più redditizie del mondo, esisteva solo perché ” l’hanno concesso a un giovane di Homs”.

ARTICOLO DEL 26 GENNAIO 2016, HUFFINGTON POST

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