Le icone urbane di Cabras e la democrazia dei graffiti

CASTEL DELL’OVO

Ogni strada ha i suoi muri e ogni muro ha le sue immagini, le sue scritte, i suoi racconti. Ne vediamo tanti ogni giorno che nemmeno ce ne accorgiamo. Ma se l’occhio è quello di un fotografo come Francesco Cabras (1966), allora ecco che i muri diventano tele, e i manifesti – strappati, scarabocchiati, sbiaditi -diventano arte ma anche storia. Storia di grandi e piccoli uomini, famosi oppure sconosciuti che col tempo il muro rende uguali. Ha come sottotitolo proprio The Democracy of the Wall la mostra Urban icons , che racconta il viaggio fotografico di Cabras attraverso Libano, Palestina e Israele (www.comune.napoli.it). In esposizione fino al 9 febbraio nella Sala Terrazze di Castel dell’Ovo, Urban Icons , riflette d’altra parte, come dice l’autore, «il potere democratico e pietoso del muro», quello che rende gli uomini uguali, perché col tempo il ruolo e il contesto svaniscono e resta l’immagine, destinata pure quella a sparire sotto altre immagini in un ciclo continuo che solo l’occhio dell’artista può fermare.

ARTICOLO DI FULVIO BUFI DEL 7 FEBBRAIO 2016, CORRIERE DELLA SERA (angolo Letture)

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