La setta dei poeti che scrive versi sui muri

PALERMO

Si chiamano “Propaganda poetica” e agiscono come un collettivo anonimo di graffitari. Ma al posto degli slogan sui muri della città scrivono versi, brani di canzoni, aforismi e citazioni letterarie. «Lo facciamo per la città, cerchiamo di diffondere bellezza», raccontano. Vogliono restare clandestini perché imbrattare i muri, anche con la poesia, è fuori legge. «Ma non scriveremmo mai su una parete candida».

«Dove non puoi amare non soffermarti»: è la breve poesia che Frida Kahlo dedicò a Diego Rivera nel 1939. La ritroviamo oggi annotata a caratteri cubitali su un muro scrostato di via Alessandro Paternostro, che da corso Vittorio Emanuele porta in piazza Rivoluzione.Ed è solo il più noto degli interventi murali che dallo scorso dicembre fregiano, neanche troppo timidamente, alcuni angoli di Palermo. Attraverso quello che appare come un uso consapevole di parole altrui il collettivo che si firma Propaganda Poetica diffonde versi, stralci di monologhi, aforismi. La città sta diventando la loro pagina bianca, uno spazio sul quale la realtà quotidiana si incastra con concetti elargiti in pillole e che spaziano dall’amore, alla gentilezza, al senso della letteratura.

Dietro l’appellativo che ricorda vagamente i romantici movimenti letterari di duecento anni fa, si nasconde un ristretto gruppo di giovanissimi estimatori del buon leggere che «semplicemente – spiegano, chiedendo di restare anonimi – dona qualcosa a Palermo». Studenti di Economia e allievi dell’Accademia di Belle Arti con una incontenibile voglia di bello che traggono ispirazione da ogni genere letterario purché il testo da proporre sia in italiano. In futuro pensano di vvicinarsi anche anche agli autori siciliani dialettali e sognano di vedere all’opera gruppi come il loro in tutte le regioni d’Italia, «affinché poesia e identità siano insieme un decoro per le prospettive cittadine».

Il loro progetto si basa sulla ricerca di testi adatti alla società contemporanea, rivisitando la filosofia del Movimiento Acción Poética, fondato nel 1996 dal poeta messicano Armando Alanis Pulido. «A differenza loro non produciamo testi nostri, scegliamo di scrivere ciò che pensiamo possa essere apprezzato da chi leggerà».

Il tempo libero lo trascorrono sui libri e poi tutti insieme si confrontano per decidere se e dove scrivere l’espressione che li ha colpiti, cercando di trovare il luogo ad hoc, come quando si concepisce un’opera site specific.

«Le parole di Frida vogliono essere un messaggio per chi frequenta i locali della zona – raccontano -vorremmo dissuadere la gente dall’insistere su storie finite o dolorose».

Le fotografie della “poesia del Bar Garibaldi” hanno fatto presto il giro del web. «I cittadini reagiscono molto bene – raccontano – ma chissà se poi i concetti vengono assorbiti».

Il primo intervento di Propaganda Poetica è stato uno slogan pacifista di Anne Herbert: «Praticate gentilezza a caso e atti di bellezza privi di senso». Si trova in via del Protonotaro, a Ballarò. In seguito, a macchia di leopardo, Palermo è stata contagiata da spot poetici fin oltre il centro storico. Un passo del monologo di Roberto Benigni tratto da “La tigre e la neve” si trova in via Giuseppe Romano, un aforisma di Mario Benedetti in via Roma, il Dalai Lama viene citato a piazzetta Aragona e Fabrizio De André ci ricorda che non possiamo fermare il tempo da via Ragusa.

Il collettivo intende rimanere clandestino. Come Banksy, ritengono che «Non è chi sei che fa il contenuto, ma l’opera stessa».

Propaganda Poetica invita però Palermo a contribuire per la realizzazione di nuovi interventi. «Ci piacerebbe che tramite Facebook i cittadini suggeriscano periodi, parti di canzoni, citazioni che amano. Lo facciamo davvero per loro».

L’idea di passeggiare per un città con i muricoperti di scritte può non intrigare proprio tutti ma, forse, perché non tutti sanno che l’intento primario del collettivo è quello di utilizzare frammenti di poesia per coprire le brutture. «Non sporcheremmo mai una parete candida – precisano – dipingiamo con il pennello soltanto sopra murales disturbanti, scarabocchi e muri cadenti». Pur riconoscendo il valore artistico di opere murali urbane e tag, Propaganda Poetica ritiene che molte di esse, a Palermo, vadano nascoste. «Molte sono vecchie o offensive, per essere un buon prodotto devono essere belle o almeno significative».

Dei loro interventi invece soltanto uno è stato cancellato. «Durante i lavori di restauro di un palazzo in via XX Settembre è stata imbiancata la citazione dell’attore americano William Claude Fields “Solo il pesce morto va con la corrente”. Ci siamo rimasti un po’ male ma non abbiamo pensato di rifarla, il prospetto era pulito».

ARTICOLO DI EUGENIA NICOLOSI DEL 27 FEBBRAIO 2016, LA REPUBBLICA

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