I vandali ritornano a Consonno

OLGINATE

NON C’È PACE per la bella Consonno, sedotta e abbandonata come una principessa dal fascino misterioso addormentata nel bosco. I vandali continuano a turbare i suoi sogni di quiete. L’altra notte qualcuno ha preso di mira la statua della Beata vergine Maria custodita in una nicchia sulla facciata della chiesa, uno dei pochi edifici scampati alla lucida follia del conte Mario Bagno, morto nel 1995 a 94 anni di età dove avere negli anni ’60 raso al suolo il vecchio centro rurale per trasformarlo in città dei balocchi e successivamente lasciarlo in rovina. I teppisti hanno infranto il vetro antisfondamento posto a protezione dell’effige sacra che poi hanno imbrattato con quello che parrebbe vino rosso o forse vernice dello stesso colore. Ad accorgersi dell’atto sacrilego e lanciare l’allarme sono stati ieri mattina, venerdì, i volontari dell’associazione «Amici di Consonno», gli unici che si prendono cura con disinteresse di quel che resta dell’ex Las Vegas della Brianza. Hanno subito denunciato l’episodio e poi provveduto a ripulire la Madonnina. Sul posto sono comunque intervenuti per un sopralluogo anche i carabinieri della stazione di Olginate. Non risulterebbero al momento altri danneggiamenti. Si tratta solo di un altro di una lunga serie episodi analoghi. A gennaio alcuni ragazzi sono stati sorpresi mentre cercavano di allestire in fretta e furia l’ennesimo rave party clandestino, contestualmente è stato segnalato anche un raid nel bar del borgo fantasma. Qualche mese prima invece qualcuno ha deturpato la facciata della chiesetta di San Maurizio, con scritte e graffiti, dove ogni domenica viene celebrata ancora la messa festiva, che per quelli che sono stati i residenti del rione non rappresenta solo una funzione religiosa o una manifestazione di fede, ma un modo per ribadire l’appartenenza ad una comunità che nemmeno le ruspe prima e la desolazione del luogo poi hanno potuto distruggere. Il raid purtroppo non sarà nemmeno l’ultimo. «Il problema non è se si verificheranno di nuovo gesti simili, semmai quando – spiega Barbara Fumagalli, presidente degli «Amici di Consonno» -. Siamo gli unici a presidiare Consonno, garantirne il decorso ed effettuare qualche intervento di manutenzione».

ARTICOLO di DANIELE DE SALVO DEL 5 MARZO 2016, IL GIORNO

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