Bombole e cappuccio nero Assalto dei writer alla stazione

MILANO

Muri, treni e centraline, nulla si salva: Greco-Pirelli è ormai terra di nessuno. La paura dei pendolari

Un cappuccio calato sul volto e la bomboletta in mano. Ecco come si presentano i writer nella stazione ferroviaria di Greco Pirelli. Muri esterni ed interni alla stazione, pali della luce, vagoni dei treni, centraline elettriche e banchine: qui tutto è una possibile tela in bianco pronta ad accogliere l’arte del graffito. E in effetti basta un giro nella stazione meneghina, a due passi dalla Bicocca, per accorgersi che le pareti immacolate nei dintorni si contano veramente sulle dita di una mano. Nè il via vai degli studenti universitari, che a quasi ogni ora del giorno frequentano la stazione, né la presenza di telecamere di sicurezza, hanno scoraggiato i writer dal creare i graffiti. Se per molti universitari che ogni giorno prendono il treno per frequentare le lezioni in Biccoca, i writer sono semplicemente dei loro coetanei che «esprimono la loro creatività senza dare fastidio a nessuno», per tanti altri invece non sono altro che dei vandali fastidiosi. «Una delle mattine scorse, sono scesa dal treno per andare a lezione e ho visto un ragazzo incappucciato che correva fuori dalla stazione gettando la bomboletta di vernice. Saranno state appena le sette. È una vergogna che la stazione sia così. È un danno patrimoniale immenso», racconta Angela,studentessa di psicologia che ogni giorno prende il treno da Lecco per arrivare in Bicocca. «So che la maggior parte dei writer disegnano e basta ma una sera intorno alle dieci una mia amica, che era rimasta fino a tardi a studiare in biblioteca,è stata infastidita uno di loro mentre aspettava il treno sul binario. Si è spaventata molto e se può prende la metro», aggiunge Luca, studente di biotecnologie al terzo anno. La Polfer, nonostante non abbia ricevuto per il momento alcuna segnalazione in merito, con la ripresa delle lezioni universitarie ha aumentato i controlli a Greco Pirelli. «La Polfer c’è ed è presente con i suoi servizi mirati a contrastare il fenomeno dei writer e per garantire la sicurezza in tutte le stazioni. Non sempre è facile beccare i ragazzi mentre deturpano i muri o riconoscerli poi attraverso le telecamere di sicurezza visto che hanno sempre il volto coperto. Sono come delle cavallette che si spostano di continuo e in varie direzioni lasciandosi alle spalle una scia di aria irrespirabile prodotta dalle bombolette spray» spiega l’ispettore capo. La conferma dell’efficacia deipattugliamenti a Greco Pirelli ha portato nella notte tra domenica e lunedì al fermo e alla denuncia di due writers: un ventenne di Seregno e un ventiduenne della provincia di Vicenza. Non è la prima volta che le stazioni ferroviarie e della metropolitana sono sotto attacco. Lo scorso 16 febbraio il Tribunale di Milano ha condannato a sei mesi di reclusione e al risarcimento dei danni due giovani writer (un tedesco di 23 anni e un turco di 29), sorpresi ad imbrattare due vagoni nel deposito di San Donato.

ARTICOLO DI FEDERICA SCANO DEL 13 MARZO 2016, LIBERO

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2 Responses to Bombole e cappuccio nero Assalto dei writer alla stazione

  1. Donatella e Dario Autieri Rispondi

    13 marzo 2016 at 22:40

    Il Tribunale ha condannato a sei mesi di reclusione un tedesco ed un turco: li sconteranno poi? Questo è il problema del nostro Paese!!

  2. ENZA P.C. Rispondi

    15 marzo 2016 at 07:12

    “Sono come delle cavallette che si spostano di continuo e in varie direzioni lasciandosi alle spalle una scia di aria irrespirabile prodotta dalle bombolette spray» spiega l’ispettore capo…”

    ECCO PARLIAMONE DELL’ARIA IRRESPIRABILE… E DEL DANNO IN SALUTE CHE FANNO A SE STESSI.

    PARLIAMO DI QUANTO IL CAOTICO LASSISIMO DELLE ISTITUZIONI, PREOCCUPATE SOLO DI PERDERE ELETTORATO, STA CONTRIBUIENDO A “CONSENTIRE CHE SI DANNEGGI IL PIANETA..” PIUTTOSTO CHE DARE INDICAZIONI DI COMPORTAMENTO UNICO E COERENTE A TUTTO IL PAESE PER LA TUTELA DEI BENI IMMENSI CHE STIAMO DISSOLVENDO IN UNA MANCIATA DI ANNI FATTI DI – UBRIACATURA PAROLAIA DEI CRITICI D’ARTE, CHE SPESSO MENTONO E NON DANNO MAI RISPOSTE INDICATIVE ALLE NECESSARIE SOLUZIONI SOCIALI. IL MURALES DI BLU AL PAC SI STA DEGRADANDO. A CHI TOCCA LA MANUTENZIONE?

    PARLIAMO ANCHE DEL FATTO CHE DOVE C’è GIà SPORCIZIA NON VA BENE METTERCI SU UN PO’ DI COLORE PERCHè NON SIA PIù SPORCIZIA. RESTA SOLO SPORCIZIA COLORATA,
    LA STORIA DELLE CENTRALINE DIPINTE A MILANO è FOLLE.
    NEL DEGRADO PIù TOTALE SI SPRUZZA SU UN Pò DI COLORE E VIA.
    CHI GUIDA QUESTA OPERAZIONE, DAVVERO DEPRIMENTE PER MILANO, SE NE COMPIACE.
    L’INCURIA DI DECENNI CON I DIPINTI DEGLI STRET ARTIS E’ SOLO COME UN OCCHIO DI BUE TEATRALE SULLE RESPONSABILITà DI CHI NON HA PULITO A TEMPO DEBITO E NEPPURE SE PREOCCUPA ORA.

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