Grande cavallo nero entra in città

PIACENZA

A Pasqua i writers rinnovano con le loro storie il sottopasso per l’argine

Via i disegni vecchi, avanti quelli nuovi. La Pasqua dei writers piacentini si consuma in una bella giornata tiepida che li ha spinti a tirar fuori bombolette spray, pennelli e lattine con i colori blu, verde e rosso. Il marciapiedi ribolle di chiazze e lungo il muro di cemento a serpentina del sottopasso pedonale e automobilistico che porta all’argine di Po si lavora di gran lena. Spuntano scritte a caratteri cubitali, spuntano grandi teschi nuovi, alcuni divertiti, con un ghigno da cartone animato. Da un gigantesco bozzolo che era già disegnato e colorato, ora cola uno strano liquido blu. Si perfezionano le coreografie già note. Diversa da tutti gli altri, c’è una presenza che evoca l’Iliade e l’Odissea. Ci stanno lavorando due ragazzi e due ragazze. Si tratta di un grande cavallo nero su fondo bianco, molto grafico, molto ben tratteggiato, dalla falcata lunghissima, sembra uscito da un manuale di mitologia. Forse è il cavallo di Ettore, figlio di Priamo, che entra a Piacenza, anzi si slancia dalla parte del fiume. Di certo non è Ronzinante, lo sfiancato cavallo di Don Chisciotte. I writers sembrano molto soddisfatti di questa libertà pasquale che permette loro di esprimersi, provengono quasi tutti dal mondo del tatuaggio e per questo amano ancora di più le grandi dimensioni che danno un tono epico a certi guizzi della creatività.

ARTICOLO DEL LIBERTà DEL 30 MARZO 2016

 

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