Vandalismi e graffiti Treni sotto assedio «Otto milioni di danni»

LECCO

Il caso Ogni notte i convogli diventano rifugi di fortuna Il disagio dei lavoratori che operano nelle pulizie «Non c’è alcun controllo, basterebbero due guardie»

Non solo graffiti e vandalismi: la stazione ferroviaria del capoluogo la notte si trasforma in un rifugio per disperati, tra senza tetto che dimorano nei treni e rischio di aggressione per i lavoratori che cercano di porre un freno, senza sostegno, a questa situazione.

Terra di nessuno

E’ una specie di terra di nessuno, quella che al calare della luce si concretizza tra banchine e depositi, su convogli e vagoni alle spalle del municipio e a pochi metri dalla sede della Provincia. Se i pendolari se ne rendono conto regolarmente – ma solo in parte – utilizzando i mezzi quotidianamente, chi conosce alla perfezione queste condizioni di (in)sicurezza sono i lavoratori. «Ormai graffiti e vandalismi sono una routine – ci ha spiegato Marco Ratti, dipendente della Gesafin, società del gruppo Gorla, che si occupa di pulizia e lavaggio del materiale rotabile -. Anche i treni nuovi, gli ultimi Etr, sono costantemente nel mirino dei graffittari, che continua no a sporcare». La frequenza con la quale i writers entrano in azione è altissima: a giorni alterni, questi gruppi di presunti “artisti” scatenano la loro vena sui treni fermi in stazione la notte, imponendo quindi ore di lavoro per la rimozione dei loro disegni dalle carrozze. «Il problema fondamentale è che non c’è alcun tipo di vigilanza: i controlli sono inesistenti e di fatto questa gente ha assoluta libertà d’azione. Anche perché – aggiunge – quando qualcuno di noi interviene per cercare di bloccarli, questi soggetti, sempre in gruppo e mascherati tipo black block, non esitano a minacciare. Ma ci sono pessime scene alle quali i passeggeri assistono anche durante il giorno. E quando si chiede l’intervento della Polfer o non arriva o, se si presenta, identifica prima la persona che li ha chiamati, col risultato che chi ha infastidito o danneggiato ha tutto il tempo per allontanarsi». Naturalmente, il problema non è legato soltanto ai graffiti che vengono lasciati durante la notte, ma anche ai danni che i treni subiscono regolarmente.

Denaro buttato

«Ogni anno Trenord spende 8,5 milioni di euro per i danni subiti dai convogli nelle stazioni, tra bagni e sedili rovinati. Se si decidesse finalmente di incaricare un paio di guardie di sorvegliare le stazioni durante la notte il risparmio sarebbe assicurato – ha aggiunto Ratti -. E ne guadagnerebbe anche l’immagine della stessa società ferroviaria. Gli utenti, infatti, non sarebbero costretti a viaggiare regolarmente in vagoni danneggiati trasformati di notte in dormitori».

ARTICOLO DI CHRISTIAN DOZIO DEL 11 APRILE 2016, LA PROVINCIA

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3 Responses to Vandalismi e graffiti Treni sotto assedio «Otto milioni di danni»

  1. giuseppe gambetti Rispondi

    12 aprile 2016 at 09:36

    Trenord è un immondezzaio da quarto mondo. Non ci sono neanche più controllori sui treni e solo una minoranza risibile paga il biglietto. Se questa è Lombardia, che differenza fa con il Burundi? (con mille scuse per i burundesi)

  2. Marco Mercuri Rispondi

    13 aprile 2016 at 19:13

    Troppi dirigenti e sempre a caro prezzo..tolgono lavoro a controllori e sicurezza.
    Eppure tutti hanno una bocca, due occhi, due orecchie ecc. .
    Forse non tutti però hanno un cervello e un cuore. E non penso proprio che manchino a eventuali controllori.

  3. Gianpaolo Libertucci Rispondi

    17 aprile 2016 at 23:20

    Sono d’accordo su tutta la linea, sig. Giuseppe. E poi qualche altolocato del Governo parla di cambiamento da quando lui si è insediato. Se non scoppio a ridere, è solo per quel barlume di rispetto che, nonostante tutto, mi è rimasto…

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